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FRACCHIOLLA: BARI SEI PARTITE IN UN MESE, FEBBRAIO DECISIVO

Aggiornamento: gen 25

Il ds oggi al Lecco ha curato anche il settore giovanile die biancorossi


Domenico Fracchiolla è nato a Conversano (Bari) il 5 gennaio 1984. Per due stagioni, dal 2014 al 2016, è stato il responsabile del settore giovanile del Bari, ottenendo buoni risultati con la Primavera di mister Corrado Urbano che raggiunse la final eight scudetto. Dopo una breve parentesi nell’Udinese in qualità di responsabile dell’Area Scouting del Sud, nella stagione 2017/18 Fracchiolla è stato direttore sportivo della Virtus Francavilla e, con mister Gaetano D’Agostino in panchina, la squadra si qualificò ai playoff. La sua avventura tra i biancazzurri durerà un anno e mezzo. Dal gennaio 2020 è a Lecco (serie C, gir. A) dove ha ritrovato come allenatore D’Agostino, anche lui ex Bari da centrocampista: prima come consulente di mercato, da questa stagione ufficialmente come direttore sportivo.

Che si aspetta dal mercato del Bari?

“E’ un mercato bloccato, per via delle liste bloccate a 24 over e per una evidente crisi finanziaria generale. Il Bari non ha bisogno di molto, in estate ha operato bene, anche sugli esterni dove sento da più parti che si dovrebbe rinforzare. Ma Andreoni è appena rientrato e già potrebbe essere un rinforzo considerando che in campionato non aveva mai giocato. D’Orazio e Semenzato sono laterali importanti, gente che ha già vinto campionati”.

Dunque la Ternana, che quando sta per iniziare il girone di ritorno ha 8 punti di vantaggio, si può riprendere?

“Bisogna avere pazienza e capire che la C è un inferno. Abbiamo visto quanto ci hanno messo per uscirne Benevento e Lecce, per citare due realtà a noi vicine e dello stesso girone, pur spendendo una barca di soldi. Febbraio sarà il mese decisivo: si giocheranno 6 partite in un mese, dal 30 gennaio al 27 febbraio, con due turni infrasettimanali. Basta una settimana sbagliata per compromettere un campionato”.

Ma il Bari non avrebbe potuto disputare il campionato della Ternana?

“La differenza è che il Bari ha cambiato molto, ad iniziare dalla guida tecnica. La Ternana ha mantenuto l’ossatura importante della scorsa stagione, aggiungendo un pezzo pregiato come Falletti in un reparto offensivo che, con i vari Furlan, Vantaggiato, Partipilo e Raicevic, si è integrato benissimo”.

Ha citato quattro ex del Bari, ma concentriamoci su Partipilo. Sta disputando ottime stagioni a Terni, lei lo lanciò a Francavilla. Un barese partito dalle giovanili del Bari ma che nella sua città non ha avuto fortuna. E ai tifosi non va giù anche questo: alla squadra biancorossa manca la baresità.

“Anthony lo conosco benissimo, lo portai io a Francavilla. Sui giovani devi credere e investire denaro. La Ternana lo ha fatto”.

A proposito di profili che conosce bene, c’è anche Folorunsho su cui il Napoli la scorsa estate ha scommesso parecchio, girandolo al Bari. Ma non è andata bene…

“Michael per me è come un fratello minore. A Bari ha avuto problemi fisici e non si è espresso al meglio. Per me resta un giocatore di assoluto livello e lo sta dimostrando quest’anno nella Reggina, in B. Il Napoli fa bene a crederci ancora”.

E gli ex Bari come si stanno comportando a Lecco?

“Iocolano è un top player per la categoria, ha vinto in C con Entella e Monza, sta facendo molto bene, anche in termini di gol. La sua assenza nella parte iniziale del campionato l’abbiamo pagata. Bolzoni è un gran centrocampista, sta ritrovando continuità di rendimento. Nannini è una bella sorpresa, ha qualità importanti e sta migliorando in fase propositiva. Se continuerà a farlo potrà ambire a categorie superiori”.

Sta conoscendo dalla scorsa stagione il girone A di serie C. Ma davvero il girone meridionale è il migliore?

“E’ vero solo per certi aspetti. Il girone A ha i giovani di maggior qualità, perché i top club del nord preferiscono darli in prestito a società geograficamente vicine per poterli visionare più facilmente. La Juventus Under 23 è uno squadrone per la qualità dei singoli. Il girone B ha tante squadre importanti e a mio parere da qui verrà fuori la versa insidia nei playoff. Il girone C vanta città importanti, piazze che ti mettono pressione (nonostante gli stadi siano ancora vuoti) con club di blasone e squadre formate da giocatori di grande esperienza”.

Tra i tanti giovani che ha visionato, ce ne segnala qualcuno che farà strada?

“L’attaccante esterno classe 2001 della Juve U.23, Correia, portoghese, preso dal Manchester City, talento puro e forza della natura. Poi direi anche il nostro Mattia Capoferri, in prestito al Lecco dal Brescia, difensore centrale di sinistra di 187 centimetri che il nostro tecnico D’Agostino sta facendo crescere molto bene”.

Quanto le dispiace vedere disperso il grande patrimonio del settore giovanile biancorosso in cui aveva lavorato, fra l’altro con buoni risultati?

“Tantissimo, stavamo costruendo qualcosa di importante. In quella Primavera c’erano Castrovilli e Scalera. Stiamo vedendo la carriera di Castrovilli, diventato uno dei centrocampisti italiani più forti. Scalera è stato molto sfortunato per via di un paio di infortuni seri. Ma in quel settore giovanile c’erano tanti ragazzi che ora sono in club professionistici, al Milan, alla Roma, al Lecce, all’Ascoli”.

Vito Contento






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