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DE BELLIS E IL VIAGGIO TRA LE EMOZIONI

Ventuno anni come responsabile della comunicazione tra gioie e delusioni lasciano il segno


Ventuno anni tra gioie e delusioni lasciano il segno. Il libro di ricordi di Saverio De Bellis, giornalista, storico responsabile della comunicazione del Bari calcio fino al 1991, è un viaggio tra le emozioni.

Cosa prova quando ascolta, ancora oggi, attestazioni di stima nei suoi confronti?

“Ovviamente mi fa molto piacere perché nel tempo sono stati cementati rapporti che vanno al di là dell’aspetto professionale. Ventuno anni sono tanti, rappresentano quasi una generazione”.

Ricorda il suo primo contatto con la famiglia Matarrese?

“Certo, difficile dimenticarla. Avevo fissato un appuntamento per incontrare il presidente Vincenzo Matarrese e il dirigente Antonio Sgobba, ma arrivai in ritardo a causa di alcuni lavori sulla tangenziale per la realizzazione della superstrada. C’era una coda incredibile di auto. Ero particolarmente nervoso, stavo sulle spine. Alla fine andò bene”.

Che ricordo ha dell’ex presidente biancorosso?

“Vincenzo gioiva con la squadra quando le cose andavano bene. Penso soprattutto alle varie promozioni e ai tanti campionati disputati in serie A che lo hanno gratificato. In quegli anni era felice per il rendimento della squadra. Ma ci sono stati anche momenti più complessi, tormentati”

Quali?

Beh, l’ho visto soffrire tante volte per la squadra quando i risultati erano negativi. Era un dispiacere vederlo così. Mi riferisco in particolare, anche al rapporto, poi deteriorato, con la tifoseria e con l’ambiente della città”.

Nella sua lunga permanenza a Bari, lei ha conosciuto tanti allenatori. I migliori?

“Ho stimato tantissimo Fascetti, un allenatore che con l’ambiente di Bari non è riuscito a costruire una relazione forte e stabile. Una persona difficile, ma un grande conoscitore di calcio. Riusciva a leggere subito la partita. Se devo considerare anche altri aspetti, oltre quelli tecnici, allora dico Conte. Fra i calciatori, invece, sicuramente Perrone e Maiellaro”.

E quale allenatore l’ha convinta meno?

“L’ex ct della nazionale brasiliana, Lazaroni e Tardelli. Da loro mi sarei aspettato molto di più”.

Parliamo ora del Bari attuale. Cosa pensa della rivoluzione di questa estate?

“Penso abbia fatto bene, ma c’è un fatto curioso. Mi sembra che anche Vivarini volesse cambiare parecchio a differenza della società. Alla fine si è deciso di cambiare comunque tanto, partendo addirittura dal direttore sportivo e dall’allenatore”.

Come mai questo cambio di rotta?

“Evidentemente l’infinità di pareggi non ha pagato. E comunque Auteri è completamente diverso dal suo predecessore. Conosce il campionato, i calciatori, ha molta grinta, determinazione ed esperienza. Quindi la scelta è giusta, in attesa del verdetto del campionato”.

C’è qualcosa che non la convince di questo Bari?

“Forse il centrocampo. In quel reparto i calciatori possono dare di più. Lo vorrei più dinamico, muscolare e aggressivo. Ma si tratta comunque di una prima impressione. Sono convinto che la società – a prescindere dal reparto – se lo riterrà opportuno interverrà anche nel mercato di gennaio. Dipenderà molto dalle prossime partite”.

Bari-Catanzaro: la preoccupa?

“Il Catanzaro è una buona squadra – come, del resto, anche lo scorso anno - e ha una società che si è riorganizzata. Però non sta brillando particolarmente. In tutti i modi è una squadra da prendere con le dovute cautele, da non sottovalutare”.

Scommetterebbe sulla vittoria del Bari?

“Si, certo. Il Bari ha una squadra che può vincere ovunque e dunque”.


Rino Lorusso


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