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BARI, L’ATTACCO HA LE POLVERI BAGNATE

Sempre e solo Cheddira: dal rigore contro il Venezia a quello contro il Benevento, in mezzo il vuoto


Foto SSC Bari



L’ultima gioia per un gol segnato risaliva alla trasferta contro il Venezia. Ci sono volute 5 partite ed un mese di tempo per riscoprire il piacere di esultare per una marcatura dei biancorossi. E l’interprete è sempre lo stesso: Walid Cheddira, autore della rete vittoria su rigore al Penzo, e marcatore, sempre su rigore, sabato a Benevento. Grazie al gol contro i sanniti Walid è salito a 14 reti totali in stagione, 9 in campionato e 5 in coppa Italia. La sua parte la sta facendo anche Mirco Antenucci, che alla sua veneranda età ha contribuito finora con 5 reti in 748 minuti giocati. Quello che però balza agli occhi è come il Bari abbia palesato nelle ultime partite la difficoltà ad andare a segno. Ai biancorossi il gol su azione manca da ben 495 minuti. L’ultima volta fu Antenucci su assist del solito Cheddira a segnare su azione manovrata in quel di Venezia. Rimane la sensazione che gli altri interpreti dell’attacco biancorosso non siano al momento all’altezza dei due bomber principali. Scheidler, schierato nelle ultime due partite da titolare ha messo a segno una sola rete in 172 minuti disputati, Salcedo risulta essere troppo evanescente, Ceter tra guai fisici e ritardo di forma è al momento ancora oggetto misterioso, e Galano è sempre più lontano parente del calciatore ammirato qualche stagione addietro. Quello che preoccupa adesso e l’ipotesi mondiale per Cheddira, che costringerebbero Mignani a dover studiare soluzioni alternative, scegliendo tra un parco attaccanti che non ha mostrato dare finora troppo affidamento.

C’è però da dire che il “mal d’attacco” non può essere solo imputato ad un problema legato solo agli interpreti della prima linea biancorossa, ma probabilmente anche ad un centrocampo che non riesce ad ispirare a dovere la manovra offensiva. Il Bari visto a Benevento è apparso compassato e macchinoso nella manovra, poco fluido a centrocampo ed evanescente in fase offensiva. Quella che è venuto meno è sicuramente il livello di intensità che ha finito per incidere anche sulla ricerca degli spazi, creando problemi per gli inserimenti di centrocampisti e attaccanti. A Mignani il non facile compito di trovare le giuste soluzioni.


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