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ALLBACK, LO SVEDESE CHE FECE FLOP

Arrivò per sostituire Ventola infortunato. Sedici presenze ma neanche un gol segnato

“Fascetti me lo tengo stretto perché riesce a salvarsi e mi fa spendere poco”: una frase, un commento del presidente Vincenzo Matarrese con tante certezze dentro. Il 10 maggio 1998 è una data centrale per la storia della Bari. “Fascetti me lo tengo stretto perché riesce a salvarsi e mi fa spendere poco”: una frase, un saluto alla sala stampa da analizzare punto per punto. Il 10 maggio 1998 al San Nicola, davanti a 50 mila persone, si gioca Bari-Inter. Da una parte la salvezza matematica, dall’altra residue e impalpabili speranze scudetto. Quello della stagione 1997/1998 è il Bari di Eugenio Fascetti, alla seconda annata piena sulla panchina pugliese, la prima in Serie A. Chiuderà all’11° posto uno dei campionati migliori di sempre nella massima serie per il Bari. Parte di là un grande triennio, un triennio che Matarrese si terrà ben stretto in effetti. Non solo salvezze, bel gioco (il “casino organizzato” è uno stereotipo tutto da dimostrare), risultati prestigiosi e calciatori che negli anni successivi faranno anche la storia del calcio italiano. Quello della stagione 1997/1998 è anche il Bari di Carlo Regalia, direttore generale e mentore dello stesso Fascetti. Colpi di mercato a sorpresa e spesso in serie. Acquisti a basso costo, promozioni dal settore giovanile e cessioni milionarie. Quello della stagione 1997/1998 è, infine, il Bari di Nicola Ventola, 19 anni da Grumo Appula, atteso in Serie A dopo i 10 gol in B l’anno precedente. Parte forte Nicola: fa gol a casa di Batistuta, poi fa crack ad Empoli. Regalia corre ai ripari: a novembre, in prestito per 250 milioni di lire, arriva Marcus Allback. La scheda Marcus Christian Allback, nato a Goteborg, il 5 luglio 1973, è un calciatore svedese, di ruolo attaccante. Inizia la carriera professionistica in patria con l'Orgryte. Dopo cinque campionati, a 24 anni, nel 1997, decide di provare esperienze altrove: metà stagione in Danimarca con il Lyngby, 4 presenze e una rete. Fino alla chiamata di Regalia e della Bari.


“Come Ventola, Allback predilige partire da lontano, è un attaccante esplosivo, garantisce la rapidità di esecuzione necessaria nel contropiede” (Carlo Regalia) “Posso solo fidarmi di Regalia. Valuterò Allback sul campo, ma ho intuito che potremmo aver trovato l’elemento necessario per dare profondità a questo Bari” (Eugenio Fascetti) “Kenneth Andersson è un grande campione, a Bari ha lasciato un ottimo ricordo. Io sono soltanto Marcus Allback. Mi piacerebbe ricalcarne le orme” (Marcus Allback) L’eccezione sulle orme di Kenneth

Allback arriva a Bari per sostituire Ventola, sceglie la maglia numero 29. Nel San Nicola di capitan Ingesson, nel ruolo che fu di Kenneth Andersson, lì dove avrebbero giocato l’anno dopo Osmanovski e Daniel Andersson. La storia tra la Puglia e la Svezia in quegli anni è storia di amori da copertina. Ma Allback è la classica eccezione che conferma la regola.


Fascetti proverà ad integrare Allback in tutti i modi senza riuscirci. Lo svedese è in campo nelle prime quattro, poi sempre in panchina nelle successive tre settimane, poi di nuovo titolare a fine gennaio in casa contro il Napoli di Protti, un Napoli tutt’altro che esaltante a dir la verità. Masinga è con la Nazionale, lui al fianco di Guerrero. A metà secondo tempo rilancio di Neqrouz, stop di petto e passaggio filtrante per Marcolini. Gol del rosso e assist del biondo. Resterà l’unico lampo dello svedese venuto da Goteborg e tornato presto a casa. In mezzo altre 9 partite. Più un paio di esibizioni. La penultima si gioca il 10 maggio appunto. Fascetti concede ancora minuti ad Allback. Entra al 26’ per De Ascentis, esce al 67’ per Ventola, al rientro dopo mesi di infortunio. E sarà proprio l’attaccante pugliese a segnare il 2-1 della salvezza matematica del Bari. E della gloria. Mentre Allback festeggia in panchina. “Fascetti me lo tengo stretto perché riesce a salvarsi e mi fa spendere poco”. Fascetti sì, Allback no. Avrà pure speso poco, Matarrese, ma dello svedese era convinto assai poco. E lo lascia andare. Allback giocherà l’ultima con il Bari, di nuovo senza gol e senza spunti, al San Napoli contro il Napoli. Come a chiudere un cerchio che mai ha rotolato davvero nel verso giusto.

Eppure altrove ha fatto gol

Bari resterà l’unica piazza infelice per Allback: 16 presenze, 0 gol. In Puglia non solo non troverà mai le orme di Andersson, ma nemmeno la strada per la riconferma. Tornerà a casa e continuerà (inizierà) a segnare (spesso) altrove. All’Orgryte in Svezia, all’Heerenveen in Olanda, all’Aston Villa in Inghilterra, all’Hansa Rostock in Germania, al Copenhagen in Danimarca (vincendo due campionati e battendo anche il Manchester United in Champions League con un gol decisivo per l’1-0 finale): 89 in tutte le competizioni su 276 partite, 0 solo in Serie A.


Con la Nazionale in Svezia firmerà il tabellino 30 volte in 74 presenze, giocando 2 Europei e 2 Mondiali. Il 20 giugno 2006 segnerà a Colonia il 2000° gol della storia dei campionati del Mondo di calcio. Sempre con la Nazionale, dal 2009 al 2016 è stato assistente tecnico di Hamren per i Blagult svedesi. Una carriera assolutamente dignitosa, distante anni luce dal San Nicola di Fascetti e Ventola. L’aneddoto Non c’è documentazione ma la prestazione positiva di Allback contro il Napoli sarà appannata dal post partita, tanto curioso quanto sorprendente. Dopo la fine della partita il 24enne svedese, infatti, ciondola in mezzo al campo alla ricerca di una catenina d’oro perduta. Sarà un tifoso ad aiutarlo ed a ritrovarla. In cambio di un pantaloncino.

Antonello Minoia

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