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SPAREGGI, TRA GIOIE E DOLORI

Nella loro lunga storia i galletti hanno partecipato, con alterne fortune, a quelli che oggi chiamiamo playoff e playout



I 49 spareggi disputati finora dal Bari sia per essere promossi nella serie superiore che per non retrocedere (oggi playoff e playout), non sempre si sono conclusi in maniera positiva. A luglio del 1961, ad esempio, il Bari disputò un mini girone a tre, con Lecco e Udinese, per non retrocedere in serie B. Le squadre arrivarono a pari punti, al penultimo posto.


E proprio alla vigilia della partita col Lecco (poi persa 4-2), scoppiò lo scandalo Maurilio Prini. Il giocatore della Lazio denunciò, infatti, di essere stato contattato dall'ex compagno di squadra, Carlo Tagnin. Quest'ultimo chiese se i biancocelesti - già retrocessi - avessero potuto perdere la partita col Bari. Ciò non avvenne (i biancorossi vinsero 1-0 sul campo, gol di Rossani) ma la denuncia si concluse con la penalizzazione in classifica dei pugliesi. Lo spareggio per non retrocedere finì male, sconfitta col Lecco e pareggio con l'Udinese e il Bari tornò in serie B.

Curioso anche lo spareggio per salire in serie A col Verona, luglio 1958, con un doppio confronto in campo neutro a Bologna e Roma.


Nella prima partita l'inflessibile allenatore del Bari, Federico Alassio, aveva dettato delle ferree regole ai giocatori in ritiro a Casalecchio sul Reno. Tra queste, il divieto di bere acqua ghiacciata, per evitare malori. L'attaccante Paolo Erba non la pensò allo stesso modo. Fu sorpreso da tecnico a sorseggiare acqua fredda e fu escluso dalla formazione. Al suo posto venne scelto Giancarlo Rebizzi, in prestito dall'Inter. Ma alla vigilia della partita, l'ex nerazzurro fu colpito da un attacco di dissenteria. Alassio fu costretto a rimettere in squadra Erba. Il giocatore ripagò la fiducia del tecnico segnano il gol vincente sul campo di Bologna e la doppietta all'Olimpico che eliminarono il Verona.

Gianni Antonucci

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