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RIAPRIRE GLI STADI, SI PUÒ

Una riapertura almeno parziale degli impianti è plausibile, anche se c’è da fare i conti ancora con il Covid



Non sarà facile, non sarà per tutti. Ma non è impossibile. L’idea di riaprire parzialmente lo stadio San Nicola ai tifosi, piace. Anche se bisogna fare i conti con gli eventuali rischi connessi alla diffusione del Covid 19.

La prima valutazione è di politica calcistica. Ed è legata al documento congiunto, firmato dai club di Bari e Lecce. Una nota che sottolinea la maturità istituzionale di effettuare un cammino insieme, mettendo da parte quelle rivalità negli ultimi tempi eccessivamente esasperate da parte di alcuni segmenti delle tifoserie. Un gesto che, speriamo, possa stemperare gli animi degli irriducibili e aprire le porte ad una convivenza meno carica di tensioni, sia pure nel rispetto delle reciproche passioni sportive. A prescindere da come andrà la riapertura degli stadi, sarebbe questo il risultato più importante.

La seconda valutazione è di tipo economico. Non a caso si parla di abbonati eventualmente favoriti ad assistere alle partite. Perché in questo modo sarebbero disinnescati tutti quei contenziosi dietro l’angolo, sulla mancata fruizione della stagione completa. E’ chiaro che chi ha pagato, si senta danneggiato. A meno che non si riescano a trovare altre formule praticabili per venire incontro alle legittime richieste degli abbonati.

Infine, il buon rispetto delle regole. Strategico in questa partita da giocare sugli spalti. Solo la maturità della tifoseria, la consapevolezza di osservare fino in fondo le disposizioni delle autorità sanitarie, potrebbero aprire uno spiraglio concreto. Il limite è questo. Se dovessimo prendere come esempio quanto succede per le strade nei giorni della movida, la risposta sarebbe negativa. Il virus non è andato in vacanza, purtroppo. C’è sempre, è in agguato costantemente e un assembramento di migliaia di persone, sia pure in uno stadio parzialmente vuoto, pronte ad esultare in maniera magari eccessivamente passionale ma allo stesso tempo rischiosa e sconsiderata, rappresentano un potenziale pericolo da non sottovalutare. Con i dovuti paragoni, quanto successo a Milano per Atalanta-Siviglia, ha innescato una vera e propria bomba ad orologeria in termini di contagi. La ripresa dei focolai in alcune parti del paese ribadisce l’importanza di mantenere alta la guardia.

Allo stesso tempo, però, i pugliesi hanno dimostrato maturità e severità nella fase cruciale dell’epidemia. Se i danni sono stati limitati, nella nostra regione, non è solo questione di fortuna. Siamo stati anche determinati nell’osservare le disposizioni dei comitati scientifici.

La soluzione? Si potrebbe provare a riaprire una parte dello stadio, con numeri ridotti, con tutte le cautele del caso. Meglio pochi sugli spalti che spalti deserti. Un calcio senz’anima non piace a nessuno.

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