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QUANTI EX TRA BARI E POTENZA

Da Sassanelli a Strambelli senza dimenticare Bigica




Per il nuovo idolo della tifoseria biancorossa, il 25enne barese Pietro Cianci, non sarà inevitabilmente una Domenica come le altre. Di fronte quel Potenza per i cui colori ha lottato e segnato (10 gol in 19 partite: media da bomber di razza) fino a poche settimane fa. E solo il mercato di Gennaio ha impedito che un altro attaccante rimasto nel cuore dei baresi, Simone Simeri, tornasse ad incrociare le armi la sua ex compagine, nelle cui fila ha giocato nella stagione 2015-'16 in Serie D lasciando un segno tangibile delle proprie capacità realizzatrici con 13 reti su 28 presenze.

Ma di giocatori che abbiano militato sotto entrambe le bandiere ne possiamo annoverare diversi. Ad iniziare da un altro barese purosangue, quell'Emiliano Bigica, centrocampista classe 1973, che dopo la trafila nelle giovanili biancorosse, va a farsi le ossa prima ad Empoli, poi proprio a Potenza: 27 presenze in rossoblu con la squadra che evita la retrocessione in C/2 vincendo lo spareggio contro il Cassarano per 3-1, con la terza rete d'altronde siglata proprio da Bigica. Quindi il rientro a Bari per guidare la squadra allenata da Beppe Materazzi verso la promozione in Serie A. A Potenza Bigica ritornerà a fine carriera per collezionare altre 16 presenze. Oggi, come forse molti sapranno, Bigica allena la Primavera del Sassuolo.

In quel Potenza del campionato 1992-'93 insieme a Emiliano Bigica c'è pure un altro ex biancorosso, il difensore Maurizio Gridelli, due stagioni a Bari con Bolchi: chiuso da autentici mostri sacri come Giovanni Loseto, De Trizio e Cavasin, il giocatore romagnolo fornirà comunque il suo puntuale e prezioso contributo al successo nel torneo cadetto 1984-'85.

E a proposito dello storico Bari di “Maciste” Bolchi, citazione doverosa per il portiere Gigi Imparato, giunto giovanissimo a Bari dopo un campionato strepitoso proprio tra i pali del Potenza, e capace in riva all'Adriatico di strappare il posto per buona parte della stagione ad un vecchio marpione come Poerio Mascella.

Non si può certo dire la stessa cosa anche di un altro estremo difensore, Emmerich Tarabocchia, che dopo quattro brillanti stagioni al Potenza ed uno storico record di imbattibilità stabilito in C a Lecce nel 1975, a Bari giocò davvero poco non riuscendo a togliere a Franco Mancini i galloni di titolare: solo 3 partite, cinque gol incassati e trasferimento alla Lucchese nella finestra di mercato novembrina.

Restando in tema di difensori, non possiamo esimerci dal ricordare Mario Colautti e Stefano Bianconi. Nato a Tarcento (Friuli Venezia-Giulia) il 26 Agosto 1944, messosi in luce con la maglie di Livorno (dove segna addirittura otto gol!) e Alessandria, Colautti arriva a Potenza nel 1967: insieme al collega di reparto Mario Zanon è l'unico a non saltare una gara in quel campionato cadetto che vede purtroppo i rossoblu retrocedere. Ma il rendimento di Colautti è stato tale da convincere la Società biancorossa ad ingaggiarlo: nella compagine di Lauro Toneatto trova il giusto spazio e contribuisce a riportare il Bari in massima serie, dove esordisce il 14 Settembre 1969 (1-0 contro la Roma) ed infila 28 presenze. Breve parentesi a Taranto prima di chiudere l'esperienza professionale col Bari ed andare a fare la storia ad Ascoli con l'indimenticabile Costantino Rozzi.

Toscano, classe '68, marcatore roccioso, Bianconi dal canto suo approda a Bari nell'estate del 2004 al seguito di Guido Carboni (entrambi provenienti dalla Viterbese fallita). Nella città di San Nicola resta una sola stagione collezionando 16 presenze, per poi passare proprio al Potenza: ma l'esperienza lucana dura solo pochi mesi, atteso che Bianconi riprende la via di Viterbo.

Tra gli altri ex spiccano poi i nomi di due centrocampisti: il tarantino Angelo Carrano (149 presenze con il Bari negli Anni '60 e carriera chiusa a Potenza nel '75-'76) e il veronese Roberto de Paoli (solo 11 gare con i biancorossi di Toneatto nel torneo cadetto '67-'68, un campionato di Serie D vinto a Potenza nella stagione dello storico spareggio giocato a Bari contro la Juve Stabia).

Procedendo a ritroso troviamo l'attaccante Rodolfo Bonacchi, approdato nel '61 al Bari proveniente dal Lecco – dove si era messo in luce a suon di reti – e protagonista del ritorno in A dei galletti; quindi il passaggio al Potenza appena promosso in Serie B per un totale di 13 presenze ed un gol in maglia rossoblu.

Arriviamo poi agli inizi degli Anni '40 quando proprio dal Potenza (che milita in Serie C) il Bari acquista il giovane Sergio Trevisan, classe 1916, centrocampista con il vizio del gol: nel torneo che segna la retrocessione dei biancorossi in B, Trevisan è infatti il capocannoniere della squadra con ben sette reti, tre delle quali peraltro rifilate alla Juventus! Al suo attivo il centrocampista originario di Ventotene ha poi la promozione in A nel '42.

Segnalato inoltre che negli anni scorsi anche il trequartista paraguayano Rivaldo Gonzalez ha vestito entrambe le casacche in esame, senza lasciare oggettivamente tracce o rimpianti particolari; è opportuno citare sia il potentino Michele Di Mingo sia diversi baresi (da Michele Sassanelli a Roberto D'Ermilio, da Nicola Strambelli a Marco Piccinni) tra coloro che abbiano lottato sia per i “galletti” che per i “leoni rampanti”.

Infine, chiedendo venia per qualche dimenticanza, chiudiamo ricordando che anche il grande Oronzo Pugliese, il mitico “Mago di Turi”, a suo modo può essere considerato un ex: calciatore nel Potenza (Serie C 1936-'37, presidente Alfredo Viviani), allenatore del Bari in Serie A nel '69-'70.


Francesco Berardi


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