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QUANDO UN GALLETTO VINCEVA IL GALLETTO DELLA FERONI

La storica concessionaria di moto metteva in palio un premio al miglio giocatore

Il Galletto al miglior Galletto. Si giocava sulle parole, alla fine degli anni Cinquanta, per unire città, calciatori e imprenditori. Infatti Galletto era il modello di punta della Moto Guzzi del concessionario Costantino Feroni e Galletto era il miglior giocatore del Bari votato da giornalisti e tifosi che, al termine del campionato, riceveva in omaggio una motocicletta di 192 cc. Un piccolo bolide dell’epoca.

Nella foto, la premiazione del portiere Enzo Magnanini.

Insomma, tutti insieme, appassionatamente. Perché la squadra di calcio rappresentava il simbolo identitario di una comunità, attaccata in modo viscerale ai propri idoli.

Il ricordo di quei tempi, di riti ormai dimenticati e di personaggi come Costantino, pioniere del motociclismo pugliese, trovano ora spazio e visibilità nella pubblicazione curata da Sabino e da Nicola Feroni (i discendenti) con la collaborazione di Maria Cristina e Maria Pia. Un libro di 116 pagine nel quale sono evidenziate tutte le tappe percorse dalla famiglia, a cominciare dal padre Sabino (1884-1928). C’è spazio per le concessionarie, Gilera, Guzzi, Benelli e Piaggio, per le gare e le manifestazioni di centauri organizzate, sino a quando (1968) Costantino ci ha lasciati.



Avevo poco più di 6 anni quando lo conobbi. Lui era ritenuto all’epoca il re delle “due ruote a benzina”. L’aveva portato a casa, in famiglia, zio Nicola da tempo amico di Feroni, il concessionario pugliese delle motociclette. Eravamo a metà degli anni ’30, e Costantino si accingeva al matrimonio: aveva 31 anni ed aveva preparato l’elenco degli invitati che comprendeva anche mio zio, fedelissimo della Gilera, della quale il giovane Costantino sotto l’esperienza di papà Sabino, era diventato punto di riferimento sin dal 1924. Così, la vecchia azienda paterna, poggiata sulle vendite delle biciclette, diventava “motorizzata” esponendo il simbolo della città madre, cioè Arcore. L’occasione di aver visto fisicamente il popolare Costantino coincideva con la consegna a mio zio dell’ultima novità Gilera, sugellata dall’invito a sedermi sul nuovo modello. Cosa che feci con entusiasmo assieme a mia sorella. Avvenimento immortalato da una foto storica che conservo gelosamente in studio.

Costantino Feroni, peraltro, era nato nel 1905, stesso anno di zio Nicola: assieme si erano appassionati alle motociclette. Nel 1936, l’intraprendente Costantino sposava una ragazza che lavorava presso una rivendita di sali e tabacchi in via Manzoni (gestita dalla madre) dove peraltro aveva la sede la concessionaria Feroni, distintasi nella sua attività tanto da fare arrivare a Bari per complimentarsi il cavaliere del lavoro Giuseppe Gilera, fondatore della storica azienda.

Dopo la seconda guerra mondiale la concessionaria era diventata un’officia militarizzata, che prendeva cura dei mezzi delle forze armate e dell’ordine. I consigli e la passione di Costantino (ormai padre di sei figli, tre maschi e tre femmine), aveva portato alla nascita della leggendaria corsa in moto, la Milano-Taranto.


Gianni Antonucci

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