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QUANDO LA NAZIONALE SI COLORA DI BIANCOROSSO

Aggiornamento: 9 ott 2020

Costantino, Cassano e Caputo: i nostri tre moschettieri azzurri col vizio del gol

Ognuno dei tre ha qualcosa in comune rispetto all’altro. Tre calciatori così diversi fra di loro ma con qualche affinità statistica. Il “Reuccio” Faele Costantino (23 presenze e 8 reti con la maglia azzurra) siglò il suo primo gol con la Nazionale in quel di Budapest nella partita vinta per 5-0 l’11 maggio 1930 contro l’Ungheria che consegnò alla storia della squadra azzurra il primo trofeo nella storia (Coppa Internazionale). Il diamante incastonato per sempre nella storia dell’ala destra più forte del Mondo (come fu definito nel 1929 dopo una trionfale tourneè in Sud America con il Bologna) resta sicuramente la doppietta inflitta al monumento Ricardo Zamora il 22 giugno 1930 a Bologna in un’amichevole contro la Spagna.



Antonio Cassano il 2 settembre 2000 realizza la sua prima rete azzurra (segnerà in realtà una doppietta) in una sfavillante vittoria dell’Italia Under 21 contro l’Ungheria (0-3) sempre in quel di Budapest, esattamente 70 anni dopo la prodezza di Costantino. Fantantonio proseguirà la sua carriera con la maglia azzurra collezionando 39 presenze e 10 reti, trascinando la Nazionale alla qualificazione della 14a competizione europea del 2012 in Polonia-Ucraina dove, il birbante dai piedi baciati dal genio risulterà, con Balotelli, il più incisivo della compagine azzurra laureatasi vice campione d’Europa, seconda solo all’invincibile Spagna.



Il terzo fattore C, Ciccio Caputo da Altamura, è accomunato anch’egli in una combinazione statistica con Antonio Cassano. Entrambi hanno coronato il loro esordio in Nazionale maggiore con una rete. Il 12 novembre 2003 Antonio Cassano, con uno splendido pallonetto, realizza contro la Polonia il primo gol azzurro. Così come Caputo che segna nel freschissimo debutto azzurro la sua prima rete nel vittorioso incontro (6-0) contro la non proprio irresistibile Moldavia. Un debutto arrivato alla non più giovanissima età di 33 anni. Una carriera, quella di Caputo, caratterizzata da una lunga “gavetta” essendo passato un po’ da tutte le serie di tutte le competizioni nazionali. Dagli esordi con il Toritto in Promozione fino all’attuale serie A con la rivelazione Sassuolo. Passando per quel di Bari. La squadra per la quale ha da sempre tifato e che gli ha riservato, per incomprensioni varie, più dolori che gioie. Qualcuno dovrebbe fare ammenda sulle precipitose considerazioni tecniche fatte sul calciatore che costrinsero lo stesso, contro la sua volontà, a cambiare aria. Con la maglia biancorossa ha collezionato ben 142 presenze mettendo a segno la considerevole cifra di 47 reti. Nel campionato scorso è risultato il quarto miglior marcatore con 21 reti dietro a cannonieri del calibro di Immobile, Cristiano Ronaldo e Lukaku.

Michele Bonante



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