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QUANDO DELUDE UNA SQUADRA COSTRUITA PER SOGNARE

Nella storia del Bari è già successo altre volte: a cominciare dal 1949-1950


Non è la prima volta che una squadra costruita per sognare delude. Nella storia ultracentenaria del Bari calcio è accaduto diverse volte. La madre di tutte le illusioni è targata campionato 1949-1950. Il Bari vende Giuseppe Moro, uno dei portieri più estrosi e spettacolari, al Grande Torino e incassa 50 milioni di lire. Una cifra stratosferica all'epoca. Con quei soldi la società acquista di tutto di più. Il risultato? Penultimo posto e inevitabile retrocessione, 20 partite perse su 38 disputate, 74 gol subiti, 38 realizzati. Il Bari viene travolto da Torino (5-1), Milan (9-1), Roma (6-0). Mentre Lazio, Inter e Juventus segnano 4 gol ciascuno.

Stesso copione nella stagione 1991-1992. Il Bari vuole andare in Europa. E acquista per 12 miliardi di lire David Platt, centravanti della nazionale inglese. Nonostante giocatori come Boban, Jarni e Joao Paolo, la squadra vince appena 6 partite, segna 26 gol e ne subisce 47. In classica è terzultimo e retrocede in serie B.

A proposito dei playoff persi con il Feralpi Salò. E' la stessa squadra che due anni fa eliminò il Catanzaro di Gaetano Auteri: 1-0 all'andata e 2-2 al ritorno. I giocatori erano quasi gli stessi di questa stagione. La lezione non ha evidentemente insegnato nulla al tecnico siciliano. Ancora curiosità sugli spareggi (50 le partite disputate finora): su incontri in casa, 11 le vittorie, 5 i pareggi e due le sconfitte, compresa quella di domenica.

Gianni Antonucci

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