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PAVONE: "BARI FAVORITO, MA IL MIO CUORE DICE FOGGIA"

Il direttore sportivo, uno degli artefici di Zemanlandia spera in un pareggio


E’ stato uno degli artefici di Zemanlandia, del Foggia che con il suo calcio spettacolare fece innamorare la piazza rossonera e ottenne consensi in ogni parte d’Italia nei primi anni Novanta. Peppino Pavone ora lavora per la Cavese, una delle avversarie di Bari e Foggia nel girone meridionale di serie C. Lo abbiamo ascoltato alla vigilia della sfida del 1° novembre. Direttore, cosa è per lei il derby Foggia-Bari? “ Il più importante della Puglia, il più sentito dai foggiani e anche dai baresi, insieme a quello con il Lecce”. Molto diverso quello che si gioca ora rispetto ai tempi di Zemanlandia. “ All’epoca il Foggia era la squadra di punta della Puglia calcistica. Ma il calcio è fatto di epoche. C’è stata quella di Fesce e Casillo a Foggia, di De Palo e Matarrese a Bari, tutti presidenti che a loro modo hanno lasciato il segno nella storia di queste due società”. Che derby sarà allo “Zaccheria”? “ Il Bari parte nettamente favorito, è squadra costruita per vincere il campionato. Ha una società solida guidata dai De Laurentiis. Il Foggia di Felleca sta cercando di aprire un ciclo: è stato ripescato, è partito in ritardo e non può che pensare a mantenere la categoria”. A Foggia c’è contestazione contro la società. Aria pesante in vista del derby. “ Questo non aiuta nella costruzione di un progetto ma non mi permetto di entrare nelle vicende altrui, non conoscendo i fatti. Dico solo che sarebbe auspicabile trovare un punto di equilibrio fra le varie componenti”. Come finirà? “ E’ chiaro che sono legatissimo ai colori rossoneri e tifo Foggia. Ma contro questo Bari sarà durissima. In cuor mio spero almeno in un pari”. Quale l’avversario più temibile per il Bari? “ La Ternana. Un po’ più indietro vedo l’Avellino”. Avellino dove lei ha lavorato avendo come tecnico proprio Auteri una ventina di anni fa. “ Un allenatore molto preparato e meticoloso, non lascia nulla al caso”. La sua Cavese ha già affrontato il Bari... ​“Sì, una partita che mi ha lasciato l’amaro in bocca. Dopo aver acciuffato il 2-2, speravo di portare il pari a casa, lo avremmo meritato. Poi al 90’ è arrivato il gol di Celiento”. Sarà l’anno giusto per il Bari? “ L’anno scorso ha affrontato la serie C con un po’ di presunzione, cosa che sta accadendo al Palermo in questa stagione, ma è servito a porre le basi e a conoscere il campionato. Ripeto: è la mia favorita”. E la Cavese che tipo di campionato farà? “Puntiamo alla salvezza valorizzando i giovani. Con il Bari avevamo dieci under in campo. Fare minutaggio è l’unica strada che abbiamo in questi tempi di magra a causa del Covid che ci costringe anche a rinunciare agli incassi del botteghino”.


Vito Contento LA SCHEDA Peppino Pavone è nato a Barletta 70 anni fa, il 15 febbraio 1950. Da calciatore, era un centrocampista, ha vissuto gli anni migliori con Foggia (cinque stagioni), Inter (vincendo anche una Coppa Italia) e Cavese. Da direttore sportivo fu il costruttore del “Foggia dei miracoli” presieduto da Pasquale Casillo e allenato da Zdenek Zeman, vincendo un campionato di serie B (stagione 1990/91) e sfiorando la qualificazione alla Coppa Uefa. Nella società rossonera è tornato nel 2010, sempre con Casillo presidente e Zeman in panchina. In Puglia ha lavorato anche a Lecce nel 1997 (ma per soli tre mesi, dove portò come allenatore Cesare Prandelli) e nella sua Barletta nel 2012, ma anche in questo caso l’esperienza è durata pochi mesi. Dal 2018 è Direttore generale dell’Area tecnica della Cavese.

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