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MUJESAN-GALLETTI COPPIA DEL GOL E IL BARI VOLAVA SEMPRE IN ALTO

Negli anni Sessanta i due attaccanti protagonisti indiscussi dei campionati


Oggi entrambi hanno 77 anni essendo nati nel 1943 a distanza di solo due giorni: Mujesan l’11 gennaio e Galletti il 13 gennaio. Con la maglia del Bari hanno segnato 56 gol (39 Mujesan, 17 Galletti). Nel 1968 Angelo De Palo, dopo aver resistito alle offerte del Milan, cedette Mujesan al Bologna. Se nel 1949 dalla cessione di Beppe Moro, il Bari ottenne 50 milioni di lire in contanti, da quella di Mujesan arrivarono soltanto giocatori, addirittura sei e non tutti in via definitiva. Infatti, Spalazzi fu prestato e fu riscattato l’anno dopo a suon di milioni. Lucio Mujesan, resta indelebile nel ricordo del popolo sportivo barese. Veneto (nato a Pirano, vicino a Trieste), aveva iniziato nei ragazzi della Ponziana e poi in prima squadra (1a categoria), segnando subito un gol.

Segnalato alla Roma, comincia con la “primavera” per proseguire con la “De Martino” e poi fra le riserve della squadra giallorossa della Capitale. Finisce in prestito al Messina in B: si infortuna ma gioca ugualmente 11 partite segnando 4 gol. Nel 1963-64 nuovo prestito, questa volta al Venezia (B): 4 gol in 30 partite.

Troppo poco, per i tecnici della Roma che lo cedono in via definitiva all’Avellino in C. Qui Mujesan ha il primo exploit: 29 partite, 15 gol e Nazionale di C (Italia-Malta 3-1 a Cosenza) il primo anno, 32 partite e 14 gol l’anno successivo. Quindi, con uno stratagemma dell’allora segretario generale del Bari, Filippo Nitti, Mujesan, viene “soffiato” alla Spal del popolarissimo Mazza e sbarca nel capoluogo pugliese a Bari, nell’estate del 1966. Due campionati straordinari in biancorosso (71 presenze, 39 gol, media 0,55 più di mezzo gol a partita) e cessione al Bologna, in cambio di mezza squadra. A Bari Mujesan è definito il “diplomatico dell’area di rigore” e conquista subito la simpatia dei tifosi, diventando il nuovo idolo. “Mujesan-Mujesan-Mujesan”, si grida sulle gradinate del Della Vittoria. Ben presto si aggiuge il nome di Galletti, autore di alcune storiche doppiette rifilate agli avversari di turno. Ed è coniata la frase: “Attenti a quei due”.

Franco Galletti ha 20 anni quando sbarca a Bari che all’epoca milita in serie A. Nato a Reggello, in provincia di Firenze, cresce nel vivaio dell’Inter, che ritenendolo in sovrannumero, lo gira al Bari nell’estate del 1963. Qualsiasi ragazzo si sarebbe montato la testa alla prospettiva di giocare in serie A. Galletti, invece, attende con pazienza. Si allena, si fa notare fra i rincalzi, si impegna sino al punto di perdere due incisivi nella partitella di metà settimana contro i titolari. All’esordio in serie A ci pensa un grande maestro del calcio italiano: Tommaso Maestrelli. Accade il 24 novembre del 1963 sul campo della Sampdoria dove il Bari è sconfitto per 2-0 e Maestrelli è costretto a fare le valigie. Con Tabanelli alla guida del Bari, Franco Galletti trova ulteriore spazio segnando, in quel primo e parziale torneo di A ben 3 gol (uno non convalidato col Genoa) in 13 presenze, il primo in assoluto proprio con la Sampdoria il 5 aprile 1964.

Ragazzo tenace e molto corretto, resta nel Bari e percorre con la squadra biancorossa l’intero cammino cominciato con la retrocessione prima dalla A alla B e poi dalla B alla C e culminato con la risalita prima in B e poi in A a fine giugno 1969 quando, con l’avvento di Oronzo Pugliese, pur di far arrivare Pienti al Bari, Galletti viene “girato” alla Reggiana, giocando così ancora in B.

Col Bari disputa 143 gare realizzando 37 gol. Memorabili le due stagioni consecutive assieme a Lucio Mujesan, i nostri “i gemelli del gol”.

Nella B del 1967-68 Galletti segna 12 gol, Mujesan 19. Bottino notevole se sommato, nonostante l’infortunio subito nel derby di Lecce, quando si procura la rottura del menisco finendo per parecchio tempo in tribuna.

Gianni Antonucci

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