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MONOPOLI E CATANIA STESSO 3-5-2 MA FILOSOFIA DI GIOCO DIFFERENTI

Pregi e difetti delle due prossime avversarie in campionato della squadra di Auteri


Le prime giornate di campionato ci hanno raccontato di un Bari ai vertici della classifica. Un Bari vivace, propositivo, spregiudicato e coraggioso, che ha saputo portare a casa risultati ed ottime prestazioni, mostrando una forte identità tattica e una già spiccata unione d’intenti.

Si continuerà sulla base del nostro 3-4-2-1 verticale, su cui mister Auteri sta lavorando egregiamente. In questo calendario così serrato, andremo ad affrontare due compagini solide come Monopoli (fuori casa) e Catania (tra le mura amiche). Andiamo a vedere in dettaglio come potranno disporsi queste due squadre e le possibili insidie di natura tecnico-tattica, partendo dal Monopoli. La squadra allenata dal confermato Beppe Scienza, reduce dai playoff dell’anno scorso e dall’ottimo campionato, ha cambiato molto durante il calciomercato, sia in entrata che in uscita: pesante la perdita di Daniele Donnarumma sull’out mancino, rimpiazzato da Eyob Zambataro, di proprietà dell’Atalanta; interessanti gli arrivi di Starita e Paolucci, ma rimane pesante la perdita di Fella, autentico leader tecnico della passata stagione, ed autore di ben 17 gol in 30 gare.

Il Monopoli si dispone con un dinamico 3-5-2, che fa del movimento senza palla e dell’aggressione le sue armi principali; infatti, nonostante un avvio poco brillante soprattutto per quanto concerne la fase offensiva, pericolosi si rivelano i movimenti delle due mezzali, che vanno sapientemente ad occupare gli spazi e ad integrarsi con la posizione dei quinti di difesa, proponendosi sovente in zona pericolosa e sovraccaricando a turno la trequarti offensiva. Prezioso anche il contributo in costruzione dei braccetti di difesa (Mercadante e Sales), che in maniera propositiva avanzano spesso palla al piede cercando l’imbucata diretta per gli scambi di posizione degli attaccanti centrali.

In fase di non possesso, Scienza vuole un baricentro mediamente alto, con le mezzali che si dimostrano molto aggressive sulla costruzione avversaria, uscendo spesso sul portatore di palla ed aiutando la squadra a guadagnare metri in avanti, cercando dunque una riconquista attiva del possesso.

Passiamo ora al Catania, che affronteremo in casa durante la settima giornata di campionato. La compagine allenata da Giuseppe Raffaele, che si dispone sovente con un 3-5-2 come in figura, è una squadra esperta, con molti elementi sia di categoria sia di militanza più prestigiosa, come Tonucci, Claiton, Izco e Reginaldo. La principale qualità dei siciliani è la compattezza, che le ha permesso di subire solo una rete nelle prime 3 giornate di campionato: guardando un match del Catania, si ha l’impressione di una squadra molto solida, con un baricentro abbastanza basso, che punta a chiudere le linee di passaggio dalla metà campo in giù e si preoccupa poco di andare ad infastidire la prima costruzione avversaria. Raffaele vuole dunque densità difensiva, puntando sulla difesa di posizione e le letture di Tonucci e Claiton, e capacità di saper colpire in contropiede e sfruttare le seconde palle, pensando innanzitutto a mantenere equilibrio tra i reparti, avvalendosi dell’intelligenza tattica del ‘’volante’’ Vicente, e della gestione del pallone di Reginaldo, non più calciatore di corsa ma più seconda punta, sfruttando le sue spiccate doti tecniche. Occhio anche ai calci piazzati, tramite cui i siciliani hanno già segnato reti decisive in questa stagione.

Queste due sfide saranno un ulteriore banco di prova per il Bari di Gaetano Auteri, che affronterà due squadre ostiche, dallo schieramento simile (il 3-5-2) ma con filosofia di gioco e caratteristiche differenti. Il nostro punto di forza, tra gli altri, sarà l’identità tattica, finalmente chiara dopo due stagioni in cui si è fatto fatica nell’intravedere una vera impronta da parte della guida tecnica.


Alessio Bonante

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