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MISTER VIVARINI È PRONTO ALLO SPRINT FINALE

Anche in quarantena ha continuato a lavorare per organizzare e rifinire i meccanismi del suo Bari


Non lascia nulla al caso. Forse è l’eredità che arriva dall’aver lavorato, in qualità di secondo, con Maurizio Sarri a Pescara. Vincenzo Vivarini è pronto. Anche questa volta, quando riprenderà il campionato. In questi giorni di quarantena, non è stato con le mani in mano. Ha continuato ad organizzare, a rifinire i meccanismi di questo Bari, visionando e analizzando video di partite in continuazione. Serve quel guizzo in più determinante nello sprint finale, che cancelli i pericolosi cali di tensione visti in qualche partita e consenta ai giocatori di sopportare anche le pressioni di una piazza così esigente. Il suo ritornello ha convinto anche la dirigenza biancorossa che pensa ad una riconferma dell’incarico: “Chi gioca bene vince e siccome il nostro obiettivo è quello di vincere, se giochiamo bene, vinciamo”. Insomma, un usato sicuro.

Tanta gavetta alle spalle, tra dilettanti e settori giovanili, lo ha plasmato, lo ha reso scrupoloso, meticoloso, perché lui non crede ai giocatori che si trasformano in allenatori di squadre importanti, dopo aver appeso le scarpette al chiodo, senza l’esperienza necessaria. Con i grandi del pallone devi avere credibilità, non puoi proporre cose banali o un meccanismo di gioco che non funziona. Altrimenti, non ti seguono.

A folgoralo sulla via della “zona” ci pensò Enrico Catuzzi, a metà degli anni Ottanta: “Guardavo il suo Pescara e mi sembrava di stare sulla luna”. I moduli, però, li adatta alle caratteristiche della rosa disponibile: bisogna sempre trovarsi a proprio agio sul rettangolo di gioco. L’allenatore abruzzese è un appassionato della montagna. Uno scalatore sopraffino, spiega chi lo conosce bene. E questo hobby di scalare le vette più alte ha influenzato la sua cultura calcistica. Vivarini punta sempre in alto. Il suo obiettivo, dopo le ultime esperienze altalenanti caratterizzate da turbolenze societarie, e quello del Bari, coincidono tra ambizioni e voglia di promozione. Prima di ogni partita studia a tavolino anche le rimesse laterali e i rinvii dei portieri perché, prima che inizi, Vivarini sa già come dovrà andare sul campo. Non bisogna sottovalutare nessuno. Il suo credo? La semplicità unita ai risultati. Se addirittura uno come Mourinho, alcuni anni fa quando allenava l’Empoli gli fece una telefonata: “Ti seguo, continua così...”, c’è solo da attendere il furore agonistico dei biancorossi in campo. L’unica strada per continuare a vincere. E a sognare.

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