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LO STADIO E LA MEMORIA CONDIVISA

Le gradinate d'accesso al San Nicola dedicate ai giocatori del passato. E il tanto atteso museo del Bari?


Ogni gradinata d’accesso ha un nome. E’ dedicata ad un calciatore biancorosso che ha contribuito a scrivere pagine memorabili della storia della città del pallone. Personaggi, a volte, sconosciuti per l’esercito di tifosi di oggi, ma non meno importanti. Lo stadio San Nicola, l’astronave di Renzo Piano, è uno scrigno della memoria. Questo grazie all’iniziativa dell’Unvs, l’Unione veterani dello sport che, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, ha individuato ventiquattro atleti: Michele Alboreto, Domenico Amitrani, Luigi Caldarulo, Francesco Capocasale, Giuseppe Capriati, Giovanni Cavaliere, Severino Cavone, Giovanni Chiricallo, Nicola Chiricallo, Giacomo Cosmano, Raffaele Costantino, Arcangelo De Matteo, Giorgio Dentuti, Onofrio Fusco, Cesarino Grossi, Antonio Lella, Gaetano Lojacono, Tommaso Maestrelli, Vito Minunno, Vincenzo Orlando, Luigi Perilli, Raffaele Rossini, Vito Antonio Terioli e Giuseppe Vacca.

Un lavoro certosino, portato a termine con la convinzione che per capire dove andiamo, dobbiamo sapere da dove veniamo.

Pochi, però, conoscono questa realtà. Nonostante l’Unvs abbia preparato e diffuso una pianta della città con la raccolta dei nomi di sportivi e dirigenti ai quali sono intitolati impianti, strade, piazze e giardini.

La missione, non è finita. Per completare quella del San Nicola servirebbe un museo della storia biancorossa. L’idea piace, da anni è oggetto di discussioni e approfondimenti, ma poi non si riesce a capire per quale motivo, non si riesca a raelizzarla. Eppure gli spazi ci sono, l’interesse degli appassionati pure. Perché allora non approfittare di questa sinergia positiva per pensare ad una iniziativa multimediale, all’altezza della storia della società e delle aspettative dei tifosi? Voi cosa pensate? Fate sentire la vostra voce.

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