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LE PROPOSTE DELLA LEGA PRO PER IL CONSIGLIO FEDERALE

Cambio di rotta di Ghirelli, intanto arrivano anche le prime diffide


Con la Serie A ormai prossima alla ripresa – si attende domani il via libera dal Governo – sono arrivate importanti decisioni anche dalla Lega Pro.

Come già ipotizzato, la Lega Pro non tornerà in campo per completare regolarmente la stagione 2019/20 perché non è in grado di sostenere i costi derivanti dall’applicazione del protocollo di garanzia sanitaria.

Ma dopo il ‘richiamo’ del Consiglio Federale ha almeno maturato la decisione di far disputare, sulla base della classifica attuale, i play-off e play-out (tranne che nel Girone C dove dovrebbero retrocedere direttamente – secondo Sportitalia – Rieti, Rende e Bisceglie per aver superato il distacco di 8 punti dalla quartultima). Inoltre retrocedono, secondo questa proposta, anche il Gozzano (Girone A) e il Rimini (Girone B), mentre sono promosse Monza, Vicenza e Reggina.

Va precisato che i play-off e play-out saranno disputati dalle squadre che vorranno e potranno partecipare. È evidente che in questo caso sarà il protocollo sanitario a fare la differenza e a definire le concorrenti. Immaginiamo che chi non potrà garantire l’applicazione di tali norme sarà automaticamente escluso a prescindere dalla posizione in classifica.

Queste, dunque, le proposte che saranno presentate nel Consiglio Federale del 3 giugno. Probabilmente questa volta non dovrebbero esserci stravolgimenti rispetto alla proposta della Lega Pro in quanto in linea con le direttive del Consiglio Federale. Ad ogni modo, prima di mettere la parola fine a questa vicenda, sarà necessario attendere ancora un po', in quanto bisognerà vedere realmente quali saranno le squadre che potranno disputare i play-off e i play-out.

Ovviamente non sono mancate le reazioni delle prime squadre che sono state penalizzate da questa decisione. Su tutte il Gozzano che ha immediatamente inviato una lettera di diffida alla Figc per protestare contro le retrocessioni a tavolino. Ma sono decisioni che, a cascata, stanno provocando malumori anche in Serie D.

Intanto va registrato il passo indietro del Presidente Francesco Ghirelli e della Lega che rappresenta. Appena qualche giorno prima, infatti, il Consiglio Federale aveva bocciato le proposte iniziali della Lega Pro - chiusura definitiva del campionato, blocco delle retrocessioni e quarta squadra promossa per media punti - delegittimando, di fatto, il numero uno della Serie C. Proposte che andavano in tutt’altra direzione e che, probabilmente, non solo non andavano scritte, ma neanche pensate.

Oggi registriamo che c’è la volontà di assegnare i titoli sul campo e che è stato capovolto il principio del blocco delle retrocessioni. Cosa sia accaduto in questa settimana è difficile saperlo, ma certamente l’immagine del Presidente Ghirelli ne è uscita indebolita. Una linea di condotta poco coerente dall’inizio alla fine che non depone a suo favore, tanto meno alla Lega che rappresenta.

Ma tutta questa situazione fa capire chiaramente come la Serie C si trovi in un posto che non può più essere il suo in quanto ha dimostrato di non essere in grado di mantenere gli impegni e gli oneri che essa comporta.

Per essere più chiari, la Lega Pro rientrerà pure nella categoria dei professionisti, ma le risposte date in questa emergenza non sono state all’altezza della categoria che rappresenta.

Pertanto, alla luce di quanto sta avvenendo, questo potrebbe essere il momento giusto per una riforma strutturale del calcio italiano.

Rino Lorusso (giornalista International Web Post)

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