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L'ANALISI: SECONDO POSTO, ULTIMA CHIAMATA


Il Bari di Massimo Carrera si appresta a far visita all’Avellino in una sfida che potrebbe essere l’ultima occasione reale di riacciuffare il secondo posto in classifica, con evidenti benefici ed agevolazioni in vista playoff. Un Bari che sembra aver ripreso un cammino quantomeno accettabile, dopo il ritorno delle difficoltà delle ultime settimane: nelle ultime 2 gare la squadra di Carrera ha raccolto 6 punti, collezionando 2 clean sheets ma faticando ancora nella costruzione della giocata, non riuscendo a dare continuità nell’arco dei 90’ a prestazioni convincenti. Per quanto riguarda il capitolo assenti, sembra difficile che Cianci possa recuperare per Avellino, così come Sabbione; in ripresa Ciofani (il più vicino a rientrare), Celiento e Sarzi, ma il loro impiego dal primo minuto è ancora tutto da valutare. Un Bari macchinoso ma vincente, quello dell’ultima gara contro la Vibonese, che ha visto Carrera, anche in virtù delle numerose assenze (Cianci e Sarzi su tutti) schierare la squadra con un non consueto 3-5-2, avvalendosi degli inserimenti di Lollo e Maita da mezzali, e costringendo Marras a tutta fascia da quinto di sinistra, che ha purtroppo e fisiologicamente fornito una prestazione opaca, in quanto chiamato allo svolgimento di compiti a cui è per nulla abituato, sia come appartenenza di fascia e sia come copertura del campo. In questo contesto, tuttavia, ha dato ottime risposte il reparto a 3 formato da Minelli-Di Cesare-Perrotta, che ha concesso poco e ha visto soprattutto nella partita di Minelli una gran prestazione, confermandolo come uno dei calciatori che più ha beneficiato del cambio tecnico in panchina. Vedremo se Carrera vorrà mantenere questo schieramento iniziale, o se in virtù del rientro di qualche pedina potrà tornare ad una linea a 4 pura; questo dipenderà molto dall’eventuale disponibilità di Sarzi sulla sinistra, che andrebbe a sostituire Perrotta e permettendo a Marras di ritrovare il suo posizionamento ideale, alto a destra e con libertà di movimento; più difficile, come detto, ritrovare Cianci dal 1’ minuto.


Passiamo ora all’analisi dell’Avellino, squadra ben condotta da Piero Braglia e che fin qui sta meritando la seconda piazza, dietro soltanto ad una Ternana già matematicamente in Serie B. Gli irpini sono una compagine propositiva, con chiare idee di gioco e ferma convinzione sull’utilizzo della difesa a 3, facendo variare esclusivamente la composizione geometrica del centrocampo e dell’attacco, sfruttando le diverse soluzioni tecniche a disposizione. Abbiamo infatti visto nell’ultima uscita contro la Ternana un Avellino schierato con un 3-4-1-2, con Fella trequartista a supporto del tandem titolare Santaniello-Maniero; ma abbiamo visto anche la squadra di Braglia schierata con un 3-5-2, nella maggior parte delle uscite stagionali, che ha dato le migliori risposte dal punto di vista dei risultati. Sarà dunque questo lo schieramento con cui l’Avellino affronterà il Bari.


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L’Avellino si avvale di schemi di gioco collaudati, che puntano ad esaltare le qualità individuali dei calciatori a disposizione: ad esempio, da quinto di sinistra agirà Tito, mancino ed in possesso di una grande qualità di calcio, soprattutto nel lungo e dai piazzati (ben 10 gli assist vincenti in stagione), il cui lavoro sulla fascia va a integrarsi con la mezzala D’Angelo, autore di una stagione straordinaria condita da ben 9 reti, 3 assist vincenti e tante prestazioni tecnicamente valide. Di queste combinazioni ne beneficia l’ex di turno Riccardo Maniero, 10 gol all’attivo e sempre pericoloso all’interno dell’area di rigore, seppur con limiti di dinamicità; a questi ultimi sopperisce il suo partner offensivo, Santaniello, giocatore che non segna molto (4 reti all’attivo in 33 apparizioni) ma che è dotato di grande mobilità e buona intelligenza calcistica, che gli permette di integrarsi con i movimenti di Maniero e fornire anche una buona assistenza (4 assist vincenti). Titolare aggiunto è Giuseppe Fella, seconda punta o trequartista, autore di ben 8 segnature e giocatore di assoluto valore tecnico e che permette a Braglia di avere una varietà di caratteristiche nel reparto avanzato. Per quanto riguarda la fase difensiva, l’Avellino si dimostra una squadra ordinata ma che ha nella copertura della profondità uno dei suoi punti deboli, soprattutto sul centro sinistra, dove le propensioni offensive di Tito non aiutano in copertura il braccetto di parte Rocchi, ma anche dal lato di Illanes, difensore con grandi capacità atletiche ma che ha limiti in fase di lettura e posizionamento. Di questo ha sapientemente approfittato la Ternana, che ha visto esaltarsi le sue qualità contro la difesa irpina, con Partipilo, Falletti e Furlan che hanno beneficiato della loro abilità in verticale e nelle imbucate.

Ci si aspetta dunque di vedere un Bari combattivo e presente in una gara decisiva ma non risolutiva per la seconda piazza, e che vedrà nelle combinazioni veloci in profondità la principale arma per far male all’Avellino.


Alessio Bonante

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