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L’ALGORITMO CHE DIVIDE IL MONDO DEL CALCIO

Bocciato dalla serie A e promosso dalla FIGC. E se fosse il male minore?


Quello dell’algoritmo è senza dubbio l’argomento principe di questi giorni. Tirato fuori dal presidente della Figc, Gabriele Gravina, nel caso in cui il calcio dovesse definitivamente fermarsi, l’algoritmo - ossia quel calcolo matematico basato sul principio della media ponderata - non è piaciuto alla quasi totalità dei club di Serie A.

Ma a cosa serve e come funziona questo procedimento?

In realtà sembra un sistema complesso, ma nella pratica lo è decisamente meno. Questo calcolo, di fatto, serve a determinare una classifica applicando dei correttivi oggettivi in alternativa alla classica media punti per partita.

Concretamente si applica in questo modo: si cristallizza la classifica al momento dello stop e si procede con una proiezione dei punti – per le gare rimanenti – valutando principalmente il rendimento delle squadre sulla base della media punti (sia delle gare in casa che in trasferta) maturata fino al momento della sospensione.

Insomma, si tratta di un calcolo completo in grado di determinare una classifica abbastanza oggettiva che non stravolge più di tanto quella reale, cioè maturata prima della sospensione.

Secondo quanto riportato da Sportitalia, infatti, cambierebbe davvero poco l’attuale classifica di Serie A se dovesse essere applicato oggi l’algoritmo.

La Juventus vincerebbe il titolo e, con la Lazio, andrebbe in Champions League insieme a Inter e Atalanta. In Europa League, invece, andrebbero Roma e Napoli. Praticamente non cambierebbe nulla, neppure l’ordine della classifica. Il Verona, invece, scavalcherebbe il Milan al settimo posto e il Genoa - sebbene a pari punti con il Lecce - si salverebbe proprio ai danni della squadra salentina.

Queste sarebbero, dunque, le uniche due differenze se dovesse essere applicato l’algoritmo introdotto dal Presidente della Figc, Gabriele Gravina. Una eventualità a cui nessuno oggi vuole neppure pensare, ma che è giusto prevedere.

Indubbiamente, il fatto che non si stravolga più di tanto la classifica, lascia pensare ad un calcolo che rispecchia il vero valore delle squadre; un procedimento abbastanza oggettivo, forse fin troppo.

In effetti, se ci pensiamo bene, l’algoritmo non potrà tener conto degli errori in campo, degli episodi che potrebbero modificare il corso e il risultato di una partita, del fattore emotivo che potrebbe condizionare una gara dal risultato, invece, abbastanza scontato e, in ultimo, delle stranezze che accadono nei nostri campionati - soprattutto nelle ultime giornate - quando le motivazioni, a seconda degli obiettivi più o meno raggiunti, non sono più le stesse di inizio campionato.

Al di là di queste considerazioni, tuttavia, questo procedimento garantisce un risultato più veritiero rispetto alla media aritmetica tradizionale in quanto è quello che si avvicina maggiormente ai risultati ottenuti dalle squadre fino al momento dello stop. E cercare la regolarità del campionato non è forse ciò che tutte le società chiedono da sempre?

Fermo restando che sarebbe meglio raggiungere i propri obiettivi sul campo, l’algoritmo, probabilmente, rappresenta il male minore se per alternativa intendiamo una media secca – come quella proposta dalla Lega Pro - che non tiene conto di nessuna di queste variabili, o peggio la mancata assegnazione dei titoli e il blocco delle retrocessioni decise dalla Lega Serie A.

Di questi argomenti, tuttavia, se ne discuterà in giornata allorquando il Consiglio Federale dovrà mettere la parola fine sulla questione dell’algoritmo, sul blocco delle retrocessioni e sui piani alternativi in generale, da applicare solo nell’eventualità in cui il calcio professionistico dovesse fermarsi nuovamente.

Rino Lorusso (giornalista International Web Post)

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