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IL PRESIDENTE SENZA VOCE E IL TRENINO DI CIANCI

La città ritrova "il priscio" smarrito. Grazie anche ad un Carrera coraggioso nelle scelte


Il presidente Luigi De Laurentiis ancora senza voce, Pietro Cianci che mantiene la promossa e fa riviere lo storico trenino biancorosso, l’allenatore Massimo Carrera irremovibile nelle sue scelte tattiche, coraggiose ed efficaci.

Il Bari che tutti abbiamo sempre sognato, quello di testa, cuore e sacrificio, è tornato. Lo dimostra anche la foto scattata nello spogliatoio al termine del derby. Sui volti dei protagonisti si leggono gioia, determinazione e soddisfazione, ingredienti in grado di cementare un gruppo forte. E la città riscopre “il priscio” per una squadra allontanatasi strada facendo.

Sia chiaro. La vittoria col Foggia – nelle 25 partite precedenti, tra campionato e coppa Italia in casa, solo una volta il Bari non ha segnato, nel 1972 in serie B quando gli ospiti passarono per 1-0 con Toneatto in panchina - non ha spazzato tutti i problemi. Ma ha restituito certezze, ridato entusiasmo ad un ambiente apatico. Inseguire è sempre meglio che fare l’andatura, quando si corre. L’Avellino è avvisato.

Esattamente un anno fa - il 1 marzo – il Bari disputava l’ultima partita al San Nicola... in presenza. C’erano 12mila tifosi ad applaudire il successo sull’Avellino. Con i Satanelli, l’uomo-partita è stato Pietro Cianci, il barese verace autore della terza rete consecutiva in biancorosso. Lo scorso campionato Mirko Antenucci aveva fatto meglio: quattro partite, quattro gol. Un ciclo positivo ancora lontano dal record di Barretto: sette partite, sette gol.


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