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Aggiornamento: set 24

La versione "sfogliabile" on line del nuovo numero del periodico della nostra testata per la seconda giornata del campionato Bari-Monterosi



E' la stagione da dentro o fuori. I segnali, ci sono tutti. A cominciare dalla notizia delle scorse settimane - bollata come fake news dal presidente - sulla vendita della società. Certo, lanciata così, potrebbe non avere senso. Ma è innegabile che, se le cose non dovessero andare per il verso giusto (leggi promozione), qualche ripensamento potrebbe arrivare. Un imprenditore non regala niente a nessuno. Ha bisogno di risultati concreti, di raggiungere gli obiettivi fissati. L’ultima, frenetica, giornata del calciomercato, con movimenti sulla carta di qualità, a sottolineare la rinnovata volontà della società nella scalata alla vetta, nonostante il pareggio col Potenza non abbia convinto più di tanto, va letta in questo senso. L’ennesimo impegno a puntare in alto. Insomma, il campionato può trasformarsi nell’ultimo treno utile per rinsaldare un rapporto con la città, forse, mai coinvolgente come avrebbe dovuto essere, per farlo diventare una passione tutta anema e core. Da amore imperfetto a travolgente. Altrimenti, il partito degli scettici rischia di prendere il sopravvento, dopo tre anni di illusioni, di condizionare il vento dell’entusiasmo: la fiducia sugli spalti non è compresa nel prezzo del biglietto o dell’abbonamento. Ecco perché serve arrivare fino in fondo, davanti a tutti, sbagliando pochissimo, rasentando la perfezione calcistica. La percezione che i tifosi hanno del Bari è diversa da quella che comunica la società. Per salire in alto e restarci non si può fare a meno di progettualità (la partita dei giovani Mercurio e Mane non va certo in questa direzione), idee, strategie e soldi. Vogliamo una squadra che corra, lotti e si sacrifichi dal primo all’ultimo minuto. Fisico e testa. Finora cinismo e cattiveria non sono stati certo il marchio di fabbrica del Bari delle passate stagioni. E qualche errore di troppo nelle valutazioni, negli investimenti e negli uomini, c’è stato. Inutile nasconderlo. Per superare i propri limiti servono fame di successo, voglia di lottare tutti insieme. Da giocatori esperti, navigati, con alle spalle anche campionati in serie importanti, ci si aspetta sul campo un Dna vincente, non prestazioni opache e senza mordente, perché se i costi aumentano, la qualità non può diminuire. Il centrocampista Raffaele Bianco, fresco di rinnovo contrattuale ha detto: “Sta a noi riconquistare la fiducia dei tifosi. Che sia l’anno della rinascita sportiva”. A Bari, purtroppo, c’è sempre da soffrire. Lo dimostra la prima giornata del campionato. Il senso di appartenenza è importante, la costruzione di un’identità comune e condivisa anche, per uscire dalle sabbie mobili del campionato di serie C. L’unica cosa che non serve, sono gli alibi: il Covid, gli spalti semideserti, la preparazione in ritardo, gli esuberi, gli errori del passato, la pressione. Arriva il Monterosi, il mercato è finalmente chiuso. Facciamo parlare solo chi va in campo. Con i fatti.


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