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IL CAMPIONE DI CARTA: FIGURINE CHE PASSIONE

I giochi all'aperto di tre generazioni, da "Mani in petto" a "Maschio e femmina"


“Mani in petto”, “Maschio e femmina”, “Lo schiaffo”, “La pioggia”.La generazione ’50, ’60 e ’70 conosce bene la terminologia che, inevitabilmente, ci riporta indietro nel tempo. Erano i classici giochi il cui monte premio erano le figurine dei calciatori. I campi di gioco erano i cofani delle auto ed i marciapiedi delle strade.Le primissime immagini su cartonate pare risalgano, anche se con tiratura limitata, addirittura al XVII secolo allorchè il fanciullo re Sole (Luigi XIV) iniziò a collezionare le immagini delle più famose regine d’Europa ed in particolare scene di corte: giochi, cene, balli. Pare che un tipografo fiorentino, a metà del ‘600, le abbia stampate e divulgate fra i notabili dell’epoca. Le “collezionabili” arrivarono invece nella seconda metà dell’Ottocento e rappresentavano immagini di vario genere distribuite in confezioni di diversi prodotti. La Liebig, nelle confezioni di brodo, iniziò a distribuire da fine ‘800più di mille serie diverse di figurine. Qualche decennio a seguire e le aziende di dolciumi (Zaini, Caffarel, Principe) iniziarono ad allegare ai cioccolatini e caramelle, le immaginidegli sportivi più in voga.Nell’immagine che segue una bellissima figurina Zaini del famoso portiere Cubi (Bari dal 1932 al 1938).





Anche nel nostro paese stava scoppiando la mania del collezionare le immagini degli idoli che più si distinguevano nelle imprese sportive. Un impulso notevole fu dato dai dualismi più accesi fra i quali spiccava in modo netto quello Bartali-Coppi portando il ciclismo ai vertici della conoscenza in materia sportiva. Ma le figurine che rappresentavano gli idoli degli stadi erano le più ambite e ricercate. A fine anni ’40 La casa editrice Fidass pubblicava una serie, fra le più belle, che riportava l’immagine del calciatore in un tondino, abbinata alla caricatura in vignetta dello stesso atleta.Nelle foto seguentifigurine dicalciatori biancorossi della stagione del settimo posto Serie A 1946-47, con in primo piano Tavellin autore (l’anno successivo) del mitico gol della vittoria contro il Grande Torino. Nel successivo blocco le bellissime figurine Fidass stagione serie A 1949-50.

Prima dell’avvento della regina delle raccolte di figurine (Panini), imperversarono varie case editrici che, con modi e forme svariate (i famosi tondini), pubblicarono raccolte dedicate esclusivamente ai calciatori. Di seguito figurine rispettivamente Vav, Nannina e Sidam che raffigurano i calciatori della squadra biancorossa delle serie Astagioni a cavallo anni ’50-’60.



Le figurine fino a quel momento erano distribuite sfuse ma raccolte, come già descritto, nelle confezioni di vari prodotti commerciali. Ad inizio anni ’60 i fratelli modenesi Benito e Giuseppe Panini, titolari di un’agenzia di giornali, acquistarono in quel di Milano un blocco di figurine sfuse Nannina che pensarono bene di imbustare,due per volta, in bustine al costo dilire 10 cad. Il successo fu clamoroso. Vendettero circa tre milioni di pezzi. La stagione calcistica 61-62 vide la nascita della prima “Raccolta per la Gioventù” completa di album.Furono rappresentate le 16 squadre della serie A più, in coda, le immagini della squadra completa del Grande Torino. Furono acquistate dai collezionisti e dai curiosi più di 15 milioni di bustine. Le prime figurine della squadra biancorossa nelle edizioni dei fratelli modenesi, risalivano all’edizione 1963-64.Come da successiva immagine, la squadra di quella serie A venne poi retrocessa fra i cadetti.


Per ritrovare il Bari fra le squadre della massima serie, bisognò aspettare l’edizione del 1969-70. Fu la prima nella quale si vide il calciatore ripreso in figura intera invece del classico mezzo busto. Fu l’anno di Spalazzi con il famoso maglione verde e di Canè autore della rete della vittoria nella prima in casa contro la Roma.


Qualche anno dopo (1972-73) le figurine diventarono autoadesive. Persero un po’ del loro fascino ma la passione restò intatta. Gli “scudetti”, che raffigurarono gli stemmi societari,hanno avuto sempre un grande richiamo fra i collezionisti per i loro disegni e colori.


Con l’avvento dei primi giochi elettronici, le raccolte delle figurine hanno subito un contraccolpo notevole. Le istituzioni di vari siti e musei tematici, fortunatamente, hanno tenuto in vita il fascino indistruttibile e mai dimenticato di quell’immagine del nostro campione preferito racchiusa in un pezzettino di cartone.

Michele Bonante

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