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GIUSTO, IL DOPPIO EX SI CONFESSA "QUESTO E' IL MIO DERBY"

L’ex fantasista, ora allenatore, lanciato dai biancoverdi e arrivato nel grande calcio con i biancorossi


La mascherina “d’ordinanza” gli copre gran parte del viso: bocca, naso, mento. Ma non gli occhi. Che brillano quando gli parli del Bari e del Monopoli. Monopoli-Bari è il suo derby, il derby di Giusto, Giuseppe all’anagrafe, Pino per tutti. E che arriva, esattamente come nella scorsa stagione (quando fu disputato il primo storico derby in gare ufficiali fra le due società) alla 6^ giornata e di mercoledì. Un anno fa si giocò al San Nicola, il 21 ottobre la scena si sposterà al “Veneziani”. E Giusto lo vivrà con il cuore a metà. “Esattamente – dice a “La voce biancorossa” l’ex fantasista – non chiedetemi per chi tifo, per me è dura. A Monopoli sono stato benissimo, da calciatore per tre anni e poi da allenatore. Il Bari è la squadra della mia città e mi ha fatto vivere il grande calcio. Non saprei per chi tifare, nello scorso campionato ci furono due pari, diciamo che per me sarebbe il risultato ideale”.



Che ricordi porta con sè di Monopoli?

“Furono tre anni fantastici, culminati con la prima storica promozione in C1 nel 1984, con Mario Russo in panchina. Ambiente bellissimo, dove è l’ideale lavorare da calciatore e allenatore. Anche in panchina lì mi sono tolto belle soddisfazioni”.

Ma perché la chiamavano Pelè?

“Perché da giovanissimo ero molto scuro di carnagione e per le mie qualità tecniche. Ma lo sa che mia madre, a 94 anni, mi chiama ancora Pelè?”.

Dal Monopoli dei Laruccia al Bari dei Matarrese, non a caso, vista la grande amicizia fra le famiglie di imprenditori.

“Sì, per me fu un ritorno dopo aver fatto la trafila nel Bari Primavera con gli insegnamenti di un grande maestro, Enrico Catuzzi”.

Al quale più volte ha detto di ispirarsi da allenatore…

“Certo, è stato un grande, il precursore della zona, dieci anni prima di Sacchi”.

Ed è stato fonte di ispirazione anche per Auteri, che lo ha avuto a Varese. A proposito, le piace l’attuale tecnico biancorosso?

“Molto. E’ mio coetaneo, lo conosco e seguo da anni. Mi piace la sua proposta di calcio offensivo, aggressivo, che si è già intravisto in questo avvio di stagione. Non segni tre gol nel primo tempo fuori casa, a Francavilla e Viterbo, se non hai una mentalità vincente”.

Auteri è il vero valore aggiunto quest’anno?

“Sì, conosce come pochi la categoria e ha puntato su giocatori funzionali al suo credo”.

Lei ha fatto parte del Bari dei baresi. Quanto le dispiace non vedere un barese in squadra?

“Molto, ma non darei colpe alla società. Evidentemente, a differenza dei miei tempi, il materiale umano scarseggia. Piuttosto, mi permetto di dare un consiglio ai De Laurentiis: investite di più sui tecnici qualificati e sulle strutture. Ecco, questo è stato il grande errore dei Matarrese, che pure hanno fatto la storia calcistica a Bari: non aver realizzato, negli anni d’oro e quando le loro imprese erano fiorenti, un grande centro sportivo”.

Vito Contento

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