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FIGURINE PANINE, IL PASSATEMPO DI UNA GENERAZIONE

E' partita l'avventura numero 60. Il Bari quasi sempre presente

“Ce l’ho, ce l’ho, mi manca …”. Chi ha dimenticato questa frase? Ai giorni nostri avrebbero istituito un neologismo per spiegare quello che, indubbiamente, rappresenta una vera e propria icona del costume della nostra società. In edicola è arrivata l’edizione numero 60 della raccolta delle figurine dei calciatori Edizioni Panini. Il tutto nasce dall’intuizione dei fratelli Benito e Giuseppe, titolari di un’agenzia di giornali e proprietari di un chiosco in piazza del Duomo a Modena. Fino all’inizio degli anni ’60 le figurine erano distribuite sfuse, ma raccolte solo nelle confezioni di vari prodotti commerciali, soprattutto dolciumi e profumi. I lungimiranti commercianti modenesi acquistarono una grande quantità di figurine sfuse Edizioni Nannina e pensarono bene di imbustarle in pacchetti, inserendo due immagini per volta, che nel tempo diventarono per tutti gli appassionati e collezionisti le famose “bustine”.

Il successo dell’iniziativa fu clamoroso. Si vendettero circa tre milioni di pezzi. Nella stagione calcistica 1961-62 nacque la prima raccolta completa di figurine dei calciatori con tanto di album che comprendeva tutte le formazioni delle 16 squadre di Serie A con in copertina Nils Liedholm. In coda le figurine della formazione degli “invincibili” del Grande Torino. Le bustine commercializzate, il cui costo era di 10 lire, furono circa 15 milioni.

Le prime figurine della squadra biancorossa nelle edizioni dei fratelli modenesi, risalgono all’edizione 1963-64, col Bari di Ghizzardi, Catalano, Cicogna, Carrano, Baccari. Quella non fu un’annata fortunata per i biancorossi che a fine torneo retrocedettero in serie B. Nel frattempo il successo delle “Raccolte della Gioventù” diventò clamoroso. Nacquero, dall’intuizione di ragazzini più intraprendenti, giochi quali “mani in petto” o “maschio e femmina” rigorosamente all’uscita di scuola se il maestro non ti aveva sequestrato le figurine nascoste accuratamente nelle pieghe dei quaderni o dei libri di testo. Per ritrovare il Bari fra le migliori 16 formazioni del panorama calcistico nazionale, bisogna risalire all’edizione del 1969-70. E’ la prima nella quale il calciatore è ripreso in figura intera invece del classico mezzo busto.

E’ l’anno di Spalazzi con il famoso maglione verde e di Canè autore della rete della vittoria nella prima in casa contro la Roma. Anche questa edizione non porterà fortuna ai biancorossi retrocessi ancora una volta nella serie cadetta. Nell’edizione 1972-73 ecco le prime figurine autoadesive. La collezione perds un po’ del suo fascino. Fino ad allora le “cartonate” andavano applicate sull’album spennellando sul retro quanto bastava di colla “Coccoina” o, per i meno abbienti, un composto di acqua e farina. Ci vorranno una quindicina di anni per ritrovare il Bari in serie A.

Era la compagine di mister Bolchi reduce dalla grande cavalcata con le promozioni dalla C alla massima serie. La società barese comparirà, nelle 60 edizioni, ben 58 volte con 14 presenze in serie A, 35 in B, 8 in Serie C ed una sola volta in D. Ad inizio degli anni 90 le raccolte Panini, attraversrono un momento di turbolenza societaria, diventando prima inglesi e poi americane. Con una sana politica di ristrutturazione aziendale, la casa fondatrice si riappropriò della sua prima e storica identità per la felicità di tanti appassionati e collezionisti. Anche se per tanti ragazzi è ormai cambiato radicalmente il modo di approcciarsi al divertimento. A quelli della generazione degli anni 60-70 bastava un album da sfogliare, e di conseguenza sgualcire, per riempire la giornata. Oggi in classe si girano video con telefonini che gli insegnanti non hanno neanche il potere e l’autorità di sequestrare. All’uscita di scuola i ragazzi corrono nelle sale scommesse per puntare soldi sulle partite. Se volete sognare, aprite una bustina di figurine. Non ve ne pentirete.

Michele Bonante



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