DON ANGELO CASSANO: "HO FIDUCIA NEL GRUPPO. CE LA FAREMO"


La colpa è tutta di uno zio. Se lui, senza figli, non avesse inculcato nel piccolo nipote il virus della passione biancorossa, nella bolgia chiassosa e colorata della curva Nord dello stadio della Vittoria, la vita di don Angelo Cassano, parroco di San Sabino, sarebbe stata più tranquilla.

Invece, per colpa di quello zio, gli tocca esaltarsi e deprimersi a seconda dei risultati del Bari: “Quando sono diventato più grande ho continuato a frequentare lo stadio raggiungendolo a piedi o con l'autobus - da Bari vecchia era più facile - e sono diventato come tutti i tifosi: umorale e passionale. Nel bene e nel male”. Sono tanti i calciatori ai quali don Angelo è legato sin dall'infanzia.

“Negli anni abbiamo avuto campioni del calibro di Maiellaro, Garzya, leccese doc(sorride ndr). Andando più indietro nel tempo, ricordo con piacere Venturelli, i ragazzi del Bari di Catuzzi ed in particolare Giorgio De Trizio. A lui mi lega una bella amicizia". Don Angelo, come tutti i tifosi, spera di rivedere il Bari al più presto nel calcio che conta: “Noi tifosi siamo molto esigenti, giustamente aggiungerei, perchè nel tempo abbiamo sofferto troppo e abbiamo questo desiderio di ritornare ai massimi livelli. Bari è una piazza che merita la serie A. Non dimentichiamo che abbiamo una delle tifoserie più belle e incisive d'Italia, che ha sempre seguito la squadra anche nei momenti difficili”.

Il giudizio su questo Bari?

“Ho fiducia nel gruppo. Credo che abbia tutte le carte in regola per vincere il campionato. Auteri mi comunica sensazioni positive, però bisogna dargli tempo di creare un gruppo affiatato. Quest'anno la società ha realizzato una mezza rivoluzione ed è fisiologico che la squadra non abbia ancora una identità ben precisa. Ci sono comunque giocatori di esperienza come Di Cesare e Antenucci: a loro l'arduo compito di guidare i compagni più giovani. Chiedo a tutti i tifosi di stringersi attorno ai ragazzi e di non creare un clima di sfiducia che potrebbe essere fatale per tutto l'ambiente. Sono convinto: ce la faremo, a denti stretti, ma riusciremo a raggiungere la serie B”.

L’impegno di don Angelo Cassano, naturalmente, va al di là del mondo variegato del pallone. La parrocchia di San Sabino è una fucina di attività, dall'accoglienza ai senza tetto, all'ospitalità ai migranti e da gennaio di quest'anno lui si occupa anche di antiusura. “Sono il referente di Libera Bari - spiega -. Un impegno che ha caratterizzato già la mia esperienza precedentemente al San Paolo. L’associazione mette insieme diverse realtà impegnate a dare una risposta concreta al problema delle mafie, attraverso un'azione sociale mirata e capillare. Una missione difficilissima. Credo vada interpretato come un segno di speranza per la nostra comunità che ha trovato in Libera un riferimento. Memoria e impegno, sono i due capisaldi di Libera. La memoria per tutte le vittime innocenti di mafia e l'impegno per costruire attraverso il recupero, l'educazione e la cultura della giustizia. A tutto questo si è aggiunta l’emergenza Covid. Cerchiamo di essere ancora più vicini alla gente, aiutando le famiglie in difficoltà economiche. Non dobbiamo mollare, dobbiamo raddoppiare gli sforzi. Come il Bari”.


Giosé Monno

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