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DE LUCA: IL RESTA CUORE UMBRO, MA SPERO CHE IL BARI VADA IN B


Cresciuto nelle giovanili dell’Orvietana, Graziano De Luca esordisce in prima squadra nel 1971. L’anno dopo il portiere umbro conquista una storica promozione in Serie A con la Ternana e nel 1977 approda a Bari dove resterà per due anni sotto la guida di Losi, Santececca, Corsini e Catuzzi. Dopo ulteriori esperienze ed un altro campionato vinto con il Poggibonsi, l’ex portiere biancorosso termina la sua carriera nel 1991 collezionando, in totale, 177 presenze in serie B. De Luca confessa la sua passione per la Ternana, ma anche il suo legame con la città di Bari.

Lei è stato due stagioni a Bari. Cosa ricorda di quel periodo?

“E’ stato un periodo molto bello perché sono arrivato in una città dove il calcio scorre nel sangue di ogni tifoso barese e questo portava noi giocatori a essere più coinvolti. E poi quando si entrava nello stadio “della Vittoria” si viveva una emozione unica. Ricordo perfettamente la prima volta che giocai in quella arena. Era il 1972 e indossavo la maglia della Ternana: rimasi incantato dallo stadio e dal pubblico. Ecco, non avrei mai immaginato che poi sarebbero diventati anche il mio stadio e il mio pubblico”.

E che avrebbe incontrato anche ben quattro allenatori in due anni...

“Già. Nel secondo anno, in particolare, dopo Santececca arrivarono Corsini e poi Catuzzi, ma sono sinceramente legato a tutti anche se sono state persone diverse. Da un punto di vista tecnico, per esempio, posso dire che Catuzzi ha portato in Italia il calcio totale, un calcio innovativo per l’epoca, ma Losi era per noi come un padre, tanto che quando fu esonerato ci restammo male. Eravamo molto legati a lui”.

Qualche aneddoto di quel periodo?

“Eravamo ragazzi vivaci, si scherzava, c’ra una sana goliardia negli spogliatoi. All’epoca, come ho avuto modo di raccontare anche a mio figlio, fumavamo in parecchi. Oltre me, per esempio, c’erano anche Penzo e Pellegrini. Bè - ora lo posso svelare - qualche volta alla fine del primo tempo, quando si rientrava negli spogliatoi, ci nascondevamo in bagno per due tiri di sigarette con la speranza di non essere visti. Eravamo ragazzi e dunque ci divertivamo anche così. Ma ricordo con piacere anche alcune partitelle nello spogliatoio...”.

In che senso?

“C’era un tavolo grandissimo e per riscaldarci, prima della partita, giocavamo a ping pong con il pallone da calcio. Uno spasso”.

Parliamo di attualità. De Luca, le capita di seguire ancora il Bari?

“Assolutamente sì. Ho ancora amici con cui mi sento e che mi informano costantemente delle vicende biancorosse”.

De Luca, di cosa si occupa attualmente?

“Da diversi anni ho lasciato definitivamente il calcio per dedicarmi completamente alla mia azienda che opera nel settore delle vernici industriali. Ho iniziato quest’attività trent’anni fa quando giocavo ancora e mi sono reso conto, con il passar del tempo, che il mestiere di allenatore non si conciliava affatto con l’attività imprenditoriale e con la famiglia. Così ho dovuto fare una scelta di vita”.

A che età ha smesso di giocare?

“Avevo 41 anni quando ho appeso le scarpe al chiodo, ma il tempo passa. Così, spostandoci in ambito lavorativo, le devo dire che proprio quest’anno sono andato in pensione... anche se, di fatto, continuo a lavorare”.

Domenica ci sarà Ternana-Bari. Per chi tiferà?

“Il mio cuore è umbro. Sono di Orvieto e ho sempre tifato la Ternana. Dunque non posso mentire. Da un punto di vista affettivo non posso dimenticare la squadra rossoverde dove, tra l’altro, ho giocato per sette anni circa. A Bari ho trascorso due anni molto belli, ho diversi amici e sono stato davvero bene, ma la passione è un’altra cosa. E non posso raccontare bugie, non sarebbe giusto. Ad ogni modo spero che fili tutto liscio senza infortuni e che vinca la squadra che gioca meglio”.

Pensa che per la promozione in serie B ormai è già tutto deciso?

“Per il primo posto penso proprio di sì perché il vantaggio è tanto. Anche se mi hanno insegnato che fin che c’è vita, c’è speranza. Il Bari dovrebbe cercare di raggiungere e superare l’Avellino e puntare comunque al secondo posto. Ad ogni modo speriamo che vadano entrambe in B, Ternana e Bari. Così sarei contento e soddisfatto”.



Rino Lorusso

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