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DE LAURENTIIS: “IL BARI È LA NOSTRA FERRARI”

Il Presidente pronto a farsi valere per difendere la piazza



È a Bari da meno di due anni, ma l’amore e la passione per la per la squadra e per il territorio si percepisce da ogni sua dichiarazione. Intervenuto ai microfoni di Gianlucadimarzio.com, Luigi De Laurentiis parla del suo Bari: “Mi sono sposato con il territorio ed è stato un bellissimo matrimonio. Ho conosciuto una parte del Paese meravigliosa. Durante il lockdown il primo pensiero è stato cercare di mantenere a galla il tutto. Il calcio mi è mancato molto. Mi è mancato il Bari calcio”.

Continua: “Il Bari è la nostra Ferrari, siamo un gruppo molto unito, ci frequentiamo molto e stiamo tanto insieme. Ci siamo sempre difesi con il coltello tra i denti ed è ovvio che nel momento in cui i nostri interessi sono lesi, ci facciamo valere. Abbiamo lavorato giorno e notte per ricostruire questa bellissima piazza del calcio italiano. Il primo che prova a mettere i bastoni tra le ruote, deve vedersela con me. Nasco in una famiglia che mi ha insegnato a lottare”.

Sul ritorno in campo, aggiunge: “Se ci fossero le condizioni per riprendere a giocare, ne saremmo contentissimi. Abbiamo impegni verso sponsor, tifosi e tante aree che devono essere soddisfatte. I tifosi hanno recepito che la società ha un linguaggio preciso e definito. Finora il mio impegno e quello del Bari verso i propri fan sono stati improntati alla serietà e alla credibilità”.

Sulla possibilità concreta di modifica del format dei campionati, continua: “Si parla di riforma, sono d'accordo. Mi è parso di capire ci saranno problemi per alcune squadre di B. Questo fa comprendere le difficoltà, che saranno acuite in C. Un comparto professionistico a 52 o 60 squadre sarebbe sicuramente una piattaforma più intelligente rispetto alle 100 attuali. Sarebbe una condizione migliorativa per tutti, dagli sponsor ai diritti tv alla rappresentazione del numero di piazze. Anche perché i fallimenti delle squadre rovinano la percezione di campionati allestiti con un certo livello di serietà e delle società serie che ne fanno parte”.

Sulle polemiche e continue allusioni: “Ho letto tanta demagogia in queste settimane, calcio compreso. Le frecciatine dei colleghi che dicono che vogliamo giocare per forza? Non ho molto tempo da dedicare al gossip...”.

Capitolo allenatore: “Vivarini? Lo trovo autorevole e sereno al tempo stesso. Si è fatto voler bene dal gruppo. Abbiamo trovato un'ottima intesa, lui è un uomo discreto nel suo quotidiano poi ha un carattere molto forte quando deve guidare una nave”.

La lunga chiacchierata si conclude con una speranza: “In assoluto il Bari non si sente di appartenere a questa categoria. Il momento più emozionante è stato la vittoria del campionato di D. Per me era la prima volta che vincevo un campionato di calcio, c'erano 20mila tifosi al San Nicola per la partita contro il Rotonda. Le gambe mi tremavano, non è roba di tutti i giorni. Spero di riprovare almeno un’altra volta quella sensazione per il raggiungimento di un traguardo simile”.

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