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BARI, LA NAZIONALE E IL FATTORE "C"

Da Costantino a Caputo, passando per Cassano



Bari, la Nazionale e il fattore C. Dopo Raffaele Costantino e Antonio Cassano è la volta di Ciccio Caputo. Trentatrè anni, Caputo arriva in azzurro a suon di gol, dopo un campionato esaltante. Il barese altamurano, con un passato tra i Dilettanti del Toritto e del Noicattaro, approda al Bari nel 2008 sotto la guida di Antonio Conte. Con la maglia biancorossa diventa il capocannoniere della serie B più prolifico nella storia del club record ancora imbattuto) con 46 reti, sgretolando il primato di Gionatha Spinesi (43 reti). La rivista “Il Bari” anni fa gli dedicò la copertina col titolo “Il cannoniere della Murgia” per le sue origini altamurane. A segnalare l’attaccante fu anche il compianto Gigi Frisini. Il resto lo fece il presidente Gianluca Paparesta, convinto sostenitore delle qualità del giocatore. Ma l’idillio con la tifoseria si incrinò a causa della vicenda calcio scommesse (Caputo fu assolto penalmente) e del coinvolgimento del giocatore da parte della giustizia sportiva per “omessa denuncia”. Paparesta fu costretto a cederlo su pressioni della piazza, cadendo così nella trappola già verificatasi in passato con Antonio Di Vaio poi diventato uomo simbolo del calcio italiano. Caputo è poi cresciuto tecnicamente, si è imposto all’attenzione degli addetti ai lavori segnando a raffica con la maglia del Sassuolo. Inevitabile la convocazione da parte del ct Mancini, sempre attento alle indicazioni del campionato. Entrato quasi a sorpresa nella grande famiglia della Nazionale, Caputo è il terzo barese ad indossare la maglia azzurra dopo Raffaele Costantino e Antonio Cassano. Il primo realizzò 8 reti in 23 partite, il secondo 10 reti in 39 presenze.  


Gianni Antonucci

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