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BARI, IL SILENZIO DELLA SOCIETÀ METTE IN ANSIA UNA CITTÀ

I tifosi baresi cominciano a mostrare segni di insofferenza rispetto all'apparente immobilismo dei De Laurentiis. Ma esiste davvero un'alternativa?



Proviamo a ragionare restando con i piedi per terra, in maniera concreta. Il silenzio dei De Laurentiis non piace a nessuno. Avremmo voluto segnali in tempi rapidi sul dopo Reggio Emilia. Capire, cioè, quali saranno i programmi della società dopo la delusione della finale persa senza quel mordente, da parte della squadra, che tutti ci aspettavamo vista l’importanza dell’appuntamento. Da allora l’elettrocardiogramma biancorosso è rimasto piatto. Solo voci, indiscrezioni, pettegolezzi, analisi di parte. Che hanno lasciato crescere la sensazione della sudditanza nei confronti del Napoli per quanto riguarda le scelte. Ripetiamo, è una sensazione, allargatasi a macchia d’olio proprio per la mancanza di dichiarazioni ufficiali sulle decisioni da prendere per quanto riguarda la prossima stagione, dall’allenatore, al direttore generale, ai giocatori. Perché questo, sì, deve essere chiaro a tutti: non si può fallire un’altra volta l’obiettivo promozione, in una serie C diventata una specie di B2 per il tasso tecnico delle dirette concorrenti. Ne risentirebbe in maniera devastante tutto l’ambiente.

Ma il silenzio dei De Laurentiis, per quanto criticabile, non significa restare con le braccia conserte, ad aspettare Godot. I tempi dei tifosi, evidentemente, sono diversi dai tempi della società. E il toto allenatore impazza a tal punto che, alcuni dei nomi tirati in ballo da radio, tv e giornali, contattati, hanno candidamente risposto. “Veramente, nessuno finora mi ha cercato”.

Comunque i tempi stringono: entro la fine della settimana sapremo chi allestirà e chi guiderà il Bari 2020-2021.

Un passo indietro, tornando alla riflessione iniziale: se i De Laurentiis dovessero mollare, chi rileverebbe il Bari? La vera domanda da porsi è questa. Allo stato attuale nessuno. Visti poi i precedenti degli ultimi anni, non è meglio concedere un altro po’ di fiducia all’attuale dirigenza societaria? Non esistono valide alternative. Inutile prendersi in giro. La città ha già dimostrato da un lato indifferenza per le sorti di alcuni pezzi importanti del suo tessuto economico, finite in mani “forestiere” per l’incapacità dell’imprenditoria locale di intervenire in maniera concreta (l’elenco è lungo, dalla Fiera del Levante alla Gazzetta del Mezzogiorno, allo stesso Bari calcio), dall’altro ha saputo esprimere solo avventurieri e pifferai magici.

Il Bari va riassemblato avendo idee chiare, per evitare che Tizio faccia la campagna acquisti e dopo un paio di mesi Caio si trovi in eredità una squadra creata da altri. Per far questo è necessario un impegno finanziario importante, mai rinnegato dal presidente. E’ chiaro: i tifosi vogliono di più, si aspettano di più. Le aspettative vanno mantenute.  Sfasciare tutto, però, in mancanze di alternative serie non ha senso. Rischia di fare più danni di una promozione mancata.

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