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BARI, CON AUTERI IL POPOLO BIANCOROSSO VUOLE TORNARE A DIVERTIRSI

Riuscirà il neo allenatore a garantire ai baresi il connubio tra bel gioco e risultati?



Risultati, divertimento e cuore. E’ quello che si chiede a Gaetano Auteri, il tecnico a cui è affidato il compito di traghettare finalmente il Bari in serie B. In poche parole quello che non sono riusciti a garantire Cornacchini e Vivarini nelle stagioni passate: è sempre mancato uno dei tre elementi per far quadrare il cerchio. Bari piazza esigente, passionale, abituata a ben altri palcoscenici, chiede all’uomo che guiderà i biancorossi di tornare ad emozionarsi. Come con Conte e Ventura, per restare ai tempi recenti. Un calcio spumeggiante, di zemaniana memoria, al quale lo Special One di Floridia (soprannome roboante), con una carriera svolta al Sud (Avellino, Crotone, Martina, Siracusa, Gallipoli, Nocera inferiore, Latina, Matera, Benevento, Catanzaro) costellata da cinque promozioni (due in serie B con Nocerina e Benevento) in 25 stagioni. Risultati, qualche inevitabile passo falso, ma soprattutto un calcio verticale, veloce, fatto di pressing e di grande abilità nell’impostare la manovra, inebriante una volta messo a punto il meccanismo in campo. Con gli interpreti giusti. L’importante è comunque segnare un gol in più dell’avversario. Banale, scontato, se vogliamo. Ma difficile da realizzare. Basti pensare alla lunga serie di pareggi del Bari di Vivarini che non ha consentito di riagguantare la Reggina.

Dunque, si cambia. Contratto biennale per Auteri, uomo dal carattere e dalle abitudini non facili, ma esperto conoscitore della serie C e del calcio meridionale, adrenalinico, trascinatore. Una delle sue dichiarazioni più famose è: “Non c’è nient’altro che mi faccia sentire così vivo di un cross fatto bene, una diagonale coi tempi giusti, una ripartenza ragionata”.  Con lui gli esterni divorano chilometri. Una delle tante lacune dell’ultimo Bari. Lui dovrà ringiovanire la rosa, eliminare le lacune evidenziate nell’ultimo campionato dai biancorossi e valorizzare alcuni dei talenti rimasti inespressi nella gestione passata. La società metterà a disposizione del tecnico un “tesoretto” di 10 milioni di euro per migliorare quello che c’è già. Uno sforzo economico di non poco conto se si pensano alle incognite che aleggiano ancora sul mondo del calcio legate al Coronavirus. Se, infatti, gli stadi saranno ancora chiusi, gli introiti di abbonamenti e biglietti saranno decisamente inferiori alle aspettative. Una zona grigia in grado di condizionare i programmi di molti club. Ma i De Laurentiis - questo va riconosciuto con obiettività - non si sono tirati indietro. E non hanno neanche ridimensionato le ambizioni. 

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