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BARI, AUTERI HA TRACCIATO L'IDENTITA' DI GIOCO

L'allenatore è riuscito a valorizzare finora la qualità dei singoli


Il Bari di Gaetano Auteri si appresta a far visita al Foggia di mister Marco Marchionni, quest’ultimo alla prima esperienza su una panchina da guida tecnica, dopo l’esperienza biennale come secondo alla Carrarese, al fianco di Silvio Baldini.

Il Bari arriva da 6 risultati utili consecutivi, imbattuta nel girone e al secondo posto in classifica, con una partita in meno rispetto alla capolista Ternana, che nell’ultimo turno ha avuto la meglio proprio sul Foggia con un convincente 2-0.

Il sentiero dell’identità di gioco è ormai tracciato, seppur con qualche intermittenza nelle ultime uscite, ma decisamente più visibile rispetto alle ultime guide tecniche, con la grande differenza di saper valorizzare le qualità a disposizione dei singoli: è proprio questo il salto in avanti maggiore che Auteri sta riuscendo a compiere, e quello che era mancato ad esempio con Vivarini nella passata stagione, con calciatori le cui peculiarità poco si sposavano con il progetto tattico.

Continueremo dunque nel solco del 3-4-2-1, che tanto bene sta facendo soprattutto in fase realizzativa; questa la probabile formazione che si contrapporrà al Foggia:

Come successo nelle ultime uscite, anche i partenti dalla panchina potranno risultare determinanti: pensiamo alla qualità di Citro, che sta crescendo pian piano di condizione, così come alla pulizia di giocata e all’intelligenza di Bianco (se verrà recuperato in tempo), passando per la fisicità di Candellone, apparso poco in palla nelle prime apparizioni in biancorosso ma che ha comunque mostrato in carriera di saper far bene in questa categoria, con reti e lavoro per la squadra. Tornando ai titolari, ottime le ultime prestazioni sia sul piano tecnico che quello organico di Antenucci, Maita, Celiento, D’Orazio e Di Cesare, per ora i più positivi e convincenti: in particolare Maita ha preso le redini del centrocampo biancorosso, in un ruolo non facile come quello di interno, mostrando personalità, strappi, corse progressive e gestione del pallone, rendendo in tal modo più semplice il collegamento fra i reparti, coadiuvato in questo da Antenucci, libero di muoversi anche lungo la trequarti e facendosi spesso carico di ricevere il pallone, a volte spalle alla porta, in modo da uscire dalla pressione avversaria, servendosi della sua ottima tecnica di base e della sua scaltrezza. Da rivedere invece D’Ursi, apparso poco brillante e confusionario in fase di possesso, pur fornendo prestazioni di quantità e di corsa.

Passiamo adesso ad analizzare lo schieramento tipo del Foggia di Marchionni, che si schiera con un equilibrato 3-4-1-2:

L’ex calciatore tra le altre di Fiorentina, Juve e Parma, come detto alla prima esperienza in panchina dopo i due anni al fianco di Baldini alla Carrarese, sta per ora adottando un 3-4-1-2 che cerca di valorizzare il giocatore di maggiore qualità (Alessio Curcio) a disposizione di una rosa che risente del ripescaggio avvenuto a calciomercato ormai inoltrato, e che non ha dunque potuto rafforzarsi in maniera ideale; inizio di campionato infatti non facile per i satanelli, a quota 3 punti dopo 5 partite e con qualche difficoltà in fase realizzativa.

Tuttavia, le insidie per il Bari non mancheranno in quanto il Foggia ha comunque la possibilità di far male con la qualità dei giocatori offensivi e con la corsa dei quinti di difesa, in particolare Kalombo, che spesso sfruttano le rotazioni delle punte per attaccare la profondità; il Foggia, infatti, in fase di possesso si dimostra squadra diretta, poco orientata al possesso palla e che ricerca transizioni veloci, cercando di sfruttare l’attacco sulle seconde palle e la fisicità di Dell’Agnello, bravo nel posizionamento e nel gioco di sponda; Marchionni cerca inoltre, come detto, di valorizzare la qualità di Alessio Curcio (autore di 2 delle 5 reti segnate fin qui dal Foggia) portandolo in zona trequarti offensiva in situazioni di bassa densità avversaria. Importante anche il lavoro degli interni di centrocampo, di buona qualità come Garibaldi e Vitale, molto abili in palleggio ma soprattutto nel servire con lanci diretti i movimenti delle punte, con D’Andrea valido nel fungere da supporto alla prima punta col suo dinamismo e la buona tecnica di base.

Foggia che si dimostra come detto squadra equilibrata, che in fase di non possesso adotta un atteggiamento flessibile, con la prima pressione portata con baricentro medio e che lascia il palleggio nella zona centrale avversaria, per poi aumentare l’intensità quando il pallone si sposta sulle zone laterali, dove importante si dimostra il lavoro delle due punte, che vanno appunto in pressione sulle fasce, con Curcio che rimane centrale e dunque esulato da grandi compiti di copertura, pensando solo a schermare linee di passaggio.

Sarà dunque importante per il Bari mantenere il controllo del gioco, cercando di chiamare il Foggia ad una pressione in avanti più decisa, in modo da poter trovare spazi nelle nostre pericolose transizioni positive rapide, sfruttando la rapidità di Marras e D’Ursi e la vulnerabilità del Foggia nel difendere a campo aperto.

Alessio Bonante

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